Rimini, abusi su una bimba di 6 anni: condannato l’amico di famiglia

Rimini
  • 20 ottobre 2026

Una pena a 5 anni di reclusione, interdizione dai pubblici uffici e provvisionali immediatamente esecutive per complessivi 35mila euro. È la condanna in abbreviato pronunciata dal gup del Tribunale di Piacenza nei confronti di un 49enne accusato di violenza sessuale aggravata e continuata ai danni di una bambina che all’epoca dei primi fatti aveva soltanto 6 anni.

Sette anni da incubo

Secondo l’accusa gli abusi, iniziati nel Piacentino e poi proseguiti a Riccione dove l’uomo si era poi trasferito a vivere con la moglie, la suocera e i due figli piccoli della coppia, sono andati avanti dal 2013 al 2020.

L’uomo era un amico di famiglia molto vicino ai genitori della piccola, tanto che la bambina veniva spesso ospitata a dormire a casa della coppia, considerata quasi una seconda famiglia. Approfittando di quella fiducia, il 49enne ha costruito giorno dopo giorno un rapporto morboso con lei. L’invito era sempre lo stesso: guardare insieme un film, a notte fonda, nella stanza al piano di sotto.

Gli abusi sono iniziati con il pretesto di innocui massaggi, carezze che si sono fatte via via più gravi, in una progressione lenta e calcolata, come per abituarla. Si consumavano di notte, mentre il resto della famiglia dormiva al piano di sopra, e sono continuati fino a quando la ragazzina aveva circa 11 anni. Le ripeteva di essere innamorato di lei, addirittura ossessionato, e le diceva che, se fosse stata più grande, sarebbero scappati insieme.

Le minacce e il senso di colpa

L’uomo le imponeva il silenzio facendo leva sul senso di colpa e sulla paura. Le diceva che, se avesse parlato, si sarebbe tolto la vita e avrebbe rovinato la sua famiglia, e che comunque i genitori non le avrebbero creduto. Di giorno la trattava come una figlia, di notte ne abusava. Un’amicizia tra famiglie trasformata, per anni, in una trappola.

La denuncia

La ragazza è riuscita a parlarne solo da adolescente, spinta da due amici che la vedevano cambiata e sofferente, decidendo di presentare querela alla Stazione dei Carabinieri di Riccione. In precedenza aveva cercato un confronto con l’uomo, che di fronte alle sue accuse non aveva negato, limitandosi a chiederle perché ne parlasse solo dopo tanti anni.

Il fascicolo - aperto inizialmente a Rimini perché la maggior parte degli abusi si era consumata a Riccione, dove la coppia si era trasferita - è stato poi trasmesso per competenza territoriale alla Procura della Repubblica di Piacenza: è lì che per lavoro l’uomo aveva vissuto con la moglie fino al 2017 ed è lì che era iniziato tutto, quando la bimba era loro ospite.

L’incidente probatorio

Nel giugno del 2024 la ragazza è stata ascoltata dal gip di Piacenza in forma protetta in incidente probatorio. La giovane (oggi maggiorenne) e i suoi genitori si sono costituiti parte civile con l’avvocato Piergiorgio Tiraferri del foro di Rimini. Le conseguenze di quegli anni sono pesanti e documentate negli atti: profonde ripercussioni psicologiche e la scuola interrotta più volte, fino all’abbandono. Il giudice ha riconosciuto una provvisionale di 15mila euro alla ragazza e di 10mila euro a ciascun genitore, rimettendo la quantificazione definitiva del danno al giudice civile.

La difesa di moglie e suocera

Nel procedimento, il 49enne, attraverso il suo legale, ha scelto il rito abbreviato condizionato alla deposizione della moglie e della suocera. Le due donne hanno sempre sostenuto la sua estraneità ai fatti. Secondo l’avvocato Tiraferri, però, le loro deposizioni hanno finito per confermare proprio le circostanze che la difesa voleva smentire: i momenti in cui l’uomo restava solo con la bambina e la disposizione della casa descritta dalla ragazza. La moglie, dopo aver ripetuto per tutto l’esame che il marito non era mai rimasto solo con la piccola, incalzata dal controesame del legale di parte civile, ha dovuto ammettere che una sera, a tarda ora, mentre lei metteva a letto la figlia, i due erano rimasti soli nella stanza al piano di sotto.

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