Rimini, 6 miliardi di visitatori nei bar italiani nel 2025 e un valore di mercato di 23,8 miliardi di euro: i dati presentati al Sigep

Rimini
  • 17 gennaio 2026

Il fuori casa che sa di casa: dal primo caffè del mattino al cocktail serale, il bar è uno dei luoghi dove più si radicano le abitudini e i momenti di condivisione degli italiani. A raccontarlo a Rimini è FIPE-Confcommercio a Sigep 2026 con la tavola rotonda “Il futuro del bar italiano (e prospettive per il 2026)”, a cui hanno partecipato Lino Enrico Stoppani, Presidente di FIPE, Andrea Illy, Presidente di Illycaffè e Consigliere Fipe per l’Osservatorio sulla filiera del bar, Alessandro Angelon, AD di Sammontana Italia e Paolo Staccoli, titolare dell’omonimo caffè.

L’analisi di FIPE su dati Tradelab fotografa un settore capace di generare quasi 6 miliardi di visite nel 2025 e un valore di mercato di 23,8 miliardi di euro, confermando il suo essere un’importante componente dell’economia dei servizi e una diffusa infrastruttura sociale del Paese. È bene richiamare, al riguardo, la capillarità dei 152 mila bar presenti sul territorio nazionale: tre comuni italiani su quattro hanno almeno un bar, un’attività aperta in media 14 ore al giorno e spesso sette giorni su sette.

La colazione e non solo

Numeri che confermano come il bar rappresenti uno dei servizi di maggiore prossimità sul territorio e una pausa irrinunciabile durante la giornata per la maggior parte degli italiani, tanto nelle grandi metropoli quanto nei piccoli borghi come testimonia la distribuzione delle visite: il 44 % è legato alla colazione, il 29% % alle pause, il 14% all’aperitivo, il 6% al pranzo, il 3% alla cena e il 4% al dopocena, a conferma di come il bar sia prima di tutto il luogo dell’incontro quotidiano, del rito che struttura la giornata-tipo. Un ruolo centrale che si regge, tuttavia, su un equilibrio economico fragile, se si considera che lo scontrino medio si attesta su appena 4,20 euro, a fronte di un impegno operativo e gestionale quotidiano particolarmente oneroso.

Il mondo del lavoro

Accanto al suo ruolo culturale, il bar è anche fonte di reddito e occupazione. Il comparto impiega 367.900 addetti, di cui 284.606 dipendenti, con una forte presenza femminile (58,9%) e giovanile (41,3% under 30) e una quota significativa di lavoratori stranieri (20,8%). Oltre la metà dei dipendenti (57,5%) è assunta a tempo indeterminato, a testimonianza di un settore che continua a offrire lavoro stabile e opportunità di integrazione. Tutti dati sono in crescita nel periodo 2023-2025. Il tessuto imprenditoriale resta fortemente diffuso, a trazione locale e indipendente: 148.830 bar su 152.650 sono attività indipendenti, mentre solo 3.820 appartengono a catene.

Un modello che riflette la natura “familiare” del bar italiano, fatto di piccole imprese radicate nei quartieri, nelle piazze e nei centri storici che lo rendono un pilastro della qualità della vita e dello spazio urbano, nonostante le fragilità con cui il comparto convive, evidenti nel saldo tra aperture e chiusure, che nei primi tre trimestri del 2025 è stato negativo (-2.884 unità) e dal tasso di sopravvivenza delle imprese che, a cinque anni dall’apertura, è del 53%.

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