L’impianto Bess (Battery Energy Storage Systems) da 200 “container” che si vuole realizzare sulle colline riminesi di San Martino in Venti, “è troppo impattante”. Lo scrive in una lettera al ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica il sindaco di Rimini, Jamil Sadegholvaad “preoccupato” per un intervento considerato “sovradimensionato e troppo impattante rispetto al luogo di ubicazione”. Il progetto, presentato dalla società Rimini S.r.l., con sede a Milano, che lo ha proposto al Mase nell’ambito della procedura di autorizzazione nazionale, sarebbe peraltro in un’area “ad alta tutela paesaggistica e a rischio idrogeologico”, fa presente il primo cittadino.
I Bess sono impianti industriali di accumulo elettrochimico dell’energia, sono composti da grandi batterie, collegate alla rete elettrica, che stoccano energia prodotta da fonti rinnovabili nelle ore di sovrapproduzione e la rilasciano nei momenti di picco della domanda, contribuendo alla stabilizzazione della rete nazionale. Ora, sebbene “rappresentino un tassello importante della transizione energetica”, rimarca il Comune, questi impianti “hanno dimensioni rilevanti, richiedono infrastrutture di connessione alla rete ad alta tensione e pongono questioni di compatibilità con il paesaggio e il territorio su cui vengono installati”. Il progetto riminese ad esempio prevede oltre 200 “container” di dimensioni 6 x 2,5 x 3 metri circa ciascuno, disposti in file e gruppi per un’estensione complessiva di “notevole impatto visivo e territoriale”. Per l’amministrazione, la ricaduta paesaggistica di un progetto di tale dimensione e portata “è enorme” soprattutto per una zona come quella intorno al colle di Covignano “ad altissima tutela, riconosciuta come tale dagli strumenti urbanistici comunali e provinciali vigenti”.