RIMINI. Non aveva mai giocato «se non la schedina del Totocalcio, ogni tanto». Aveva sempre condotto una vita irreprensibile: casa e lavoro. E aveva ricoperto ruoli professionali di vertice: quadro dirigente in un’azienda nazionale. Poi, improvvisamente, è successo qualcosa.
È successo che a 71 anni ha iniziato a giocare al Lotto e al Dieci e Lotto «e ho perso tutto quello che avevo in banca: i risparmi di una vita». È uno dei tanti casi di cittadini riminesi rovinati dal gioco, di cui il Gruppo giocatori anonimi di via Bramante 10 è pieno. Ma che, per l’età avanzata della persona coinvolta e, soprattutto, per la durata breve («appena un paio di anni») della dipendenza da gioco, lascia davvero basiti. «È accaduto tutto in un attimo – racconta Mario, nome di fantasia che usiamo per mantenere il suo anonimato -, il tempo di farmi affascinare dalla possibilità di poter puntare ogni cinque - dieci minuti al Dieci e lotto... e dopo qualche settimana ero già sotto di tanti soldi». Ben 200mila euro.
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