È stato confermato il sequestro preventivo del compendio immobiliare riconducibile alla società fallita Marebello Spa, che comprende il complesso del Grand Hotel di Riccione con piscina, giardino, parcheggio e pertinenze, e una serie di immobili e attività commerciali collegati alla struttura tra cui la Torre 900, con i relativi appartamenti, Villa Bruna, destinata a ristorante e discoteca/night club, e diverse altre attività e unità immobiliari. La decisione, arrivata nell’ambito di un procedimento penale nel quale risultano sottoposte a indagine sei persone (tra cui l’ex presidente della società Gianni Andreatta). Le ipotesi di reato contestate riguardano, tra l’altro, condotte riconducibili alla bancarotta fraudolenta è contenuta nel provvedimento firmato dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Rimini, Alessandro Capodimonte che ha così convalidato il sequestro d’urgenza disposto dalla Procura di Rimini il 24 luglio scorso, disponendo contestualmente il sequestro preventivo impeditivo del patrimonio immobiliare indicato nel provvedimento. La decisione, tuttavia, non accoglie integralmente la richiesta della Procura. Il gip ha infatti respinto il sequestro nei confronti delle società affini Gyf Srl, Paco Beach Srls, Oasi e Associazione Contatto, così come il sequestro dei relativi rapporti di conto corrente e delle altre disponibilità finanziarie. Considerata la natura e la consistenza dei beni sequestrati, il giudice ha poi disposto la nomina di un nuovo amministratore giudiziario. L’incarico è stato affidato all’avvocato Luca Giannini.
Riccione. Confermato il sequestro preventivo del Grand Hotel e nominato un nuovo amministratore giudiziario