RIMINI. «Io e il mio compagno seguivamo i casi di cronaca nera in televisione e, il 16 luglio 2024, giorno dell’arresto e della misura cautelare in carcere di Dassilva, eravamo a Riccione in vacanza e siamo così andati in via del Ciclamino dove abbiamo riconosciuto Loris mentre passava in macchina vicino alla rampa del garage. Da quel giorno, insieme alla moglie Serena Badia e alla sorella Manuela, siamo rimasti amici fino a febbraio 2025, quando litigai con lui. In quel periodo abbiamo anche parlato dell’omicidio Paganelli in alcuni messaggi scritti e vocali che mi sono scambiata proprio con Serena».
A parlare davanti alla Corte d’Assise, prima di Dassilva, è stata Valentina Pellissier, testimone della difesa, accompagnata coattivamente da Aosta in tribunale dai carabinieri, come disposto dalla Corte dopo la sua assenza nella scorsa udienza. «La mattina del 28 febbraio di un anno fa (prima, quindi, dell’incidente probatorio di Manuela Bianchi, ndr) Serena mi disse che il pm Paci ce l’aveva con la nuora di Pierina, poi mi mandò un vocale affermando che la Procura avrebbe detto a Manuela di dire che la mattina del ritrovamento del cadavere aveva visto Louis nel garage. A detta sua, lei gli rispose che non era vero e che non l’avrebbe detto».