Rimini, parco della cava: rifiuti e poca luce, i residenti chiedono un intervento

Rimini
  • 28 ottobre 2024

Parco della cava, lo sfalcio delle sterpaglie abbatte la staccionata. Pali di legno riversi al suolo e chiodi dispersi nel fango ma anche rifiuti abbandonati, inclusi quelli “che non ti aspetti” come un carrello della spesa o una stampante. Tempi duri per chi frequenta il Parco della cava, almeno stando al resoconto dei residenti. La goccia che ha fatto traboccare il vaso è “caduta” a metà della scorsa settimana quando, come spiega uno degli abitanti che si fa portavoce degli altri mantenendo l’anonimato, lo sfalcio effettuato da operai con veicolo dotato di braccio meccanico «prima ha fatto schizzare il fango sulla ciclabile, rendendola quasi impraticabile, e poi ha abbattuto la staccionata attorno al lago». Morale? Si è ottenuto l’effetto opposto a quello preventivato. «I canneti sono stati tagliati ma anche quel che doveva restare in piedi». Un intervento previsto e messo in calendario da tempo «ma deludente, in parte anche per le condizioni meteo dettate dalle recenti piogge. Fatto sta che la conta dei danni mette a rischio la sicurezza del tratto che costeggia il declivio discendente verso l’acqua. E non era andata meglio lo scorso anno quando, come raccontano ancora gli abitanti, gli sfalci avevano riservato sia il danneggiamento di uno dei gradini, usati per accedere alle postazioni deputate alla pesca, sia danni parziali a diverse di quelle recinzioni, che ora risultano a pezzi. Altra nota dolente? «I rifiuti abbandonati un po’ ovunque, che spesso - confessano - ci troviamo a raccogliere da soli» ma il peggio, rincarano, arriva alla sera perché il parco «non è abbastanza illuminato sebbene sorga nel cuore pulsante di Rimini». Da inizio anno poi ci sarebbe un’ulteriore pecca: «La rottura delle pompe che regolano il livello dell’acqua del lago il quale, dopo le ultime precipitazioni, è così alto da rendere inagibile la zona attorno. Il Comune - tirano le fila i residenti - ci ha detto che sta chiedendo preventivi, ma al momento l’area resta off limits». CARLA DINI

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