Mancano ormai due giorni all’arrivo di Papa Leone XIV a Rimini e la città si prepara ad accogliere il Santo Padre con una mobilitazione sempre più intensa.
In queste ore, accanto al lavoro organizzativo della Diocesi (e grazie alla preziosa collaborazione del Comune di Rimini), sono centinaia i volontari impegnati nei diversi servizi: una sorta di “alveare” operoso nel quale ciascuno mette a disposizione tempo, competenze e creatività.
È proprio questa dimensione “dal basso” uno degli aspetti che il vescovo Nicolò Anselmi desidera sottolineare. “Questa visita non è stata semplicemente organizzata per la comunità, ma dalla comunità. È come una nuova Sagrada Família: tante persone, tante mani, tanti piccoli pezzi che, insieme, costruiscono qualcosa che appartiene a tutti. E sono proprio questi piccoli gesti, spesso invisibili, a rendere bella l’accoglienza al Papa”.
Tra questi gesti ce n’è uno molto particolare. Via IV Novembre, da piazza Tre Martiri fino alla Basilica Cattedrale, sarà decorata con centinaia di centrini di pizzo realizzati a mano dalle donne di Casinina.
È un pezzo di tradizione della periferia della Diocesi che arriva nel cuore di Rimini. I centrini sono stati lavorati durante l’inverno da una ventina di donne di Casinina e di età diverse: centinaia di piccoli lavori all’uncinetto, assemblati su sette grandi cerchi metallici realizzati appositamente da un fabbro e poi sospesi con funi d’acciaio. Il risultato è una sorta di grande fiore, un “soffitto” di pizzo che accompagnerà il passaggio del Santo Padre verso il Duomo.
La tradizione è legata alla Madonna del Giro, devozione di origine urbinate risalente al Quattrocento, quando Casinina – paese sul confine tra Emilia-Romagna e Marche, ultima parrocchia della Diocesi di Rimini ma comune di Auditore-Sassocorvaro, provincia di Pesaro-Urbino – era parte dell’amministrazione urbinate. Ogni anno l’immagine della Madonna a maggio viene portata in processione a piedi e, ogni dieci anni (la stagione del 6, come 2026) quando il calendario del Giro arriva a Casinina, la comunità prepara una particolare festa. Quest’anno la celebrazione è stata accompagnata da una grande installazione realizzata proprio dalle donne del paese.
“Abbiamo pensato che fosse bello portare a Rimini qualcosa che raccontasse la nostra comunità, la nostra storia e il lavoro delle nostre mani. Quelle donne hanno lavorato per mesi senza sapere ancora dove sarebbero arrivati i loro centrini. Ora quei pizzi saranno sopra la testa del Papa. È un modo per dire che anche le periferie della Diocesi hanno qualcosa da offrire e possono sentirsi protagoniste di un momento così importante”, racconta Francesca Bellucci.