Cento anni di attività, sempre nelle mani della stessa famiglia, senza rinunciare alla propria identità. È un traguardo raro e di esempio quello che il Caffè Grand’Italia di Novafeltria raggiunge quest’anno, celebrando il centenario nell’ambito della Settimana del Liberty (8-14 luglio) con una giornata di festa in programma dopodomani.
Fondato nel 1926 da Lino Barbieri, rientrato a Mercatino Marecchia dopo l’esperienza di emigrante in Argentina, il Grand’Italia, presente nella guida dei Locali storici d’Italia, rappresenta oggi uno dei più significativi esempi di locale Liberty ancora perfettamente conservato. Nato dalla trasformazione di una piccola osteria, fu progettato secondo il gusto dell’epoca con soffitti alti quasi cinque metri, eleganti stucchi, il bancone intarsiato, grandi specchi arrivati da Torino e una raffinata insegna in vetro e piombo realizzata da maestranze veneziane.
L’eredità familiare
«Negli anni Sessanta e Settanta il locale rischiò di essere completamente trasformato - racconta Antonio Ramberti, nipote del fondatore, musicista, direttore artistico ed ex gestore insieme al fratello Giovanni -. Per fortuna la nostra famiglia ha scelto di conservarne il carattere originario, rispettando gli arredi e l’atmosfera. Oggi entrare al Grand’Italia significa vivere un luogo rimasto autentico». Dopo Lino, la gestione è passata al figlio Francesco, quindi a Giuliana Barbieri e alla zia Maria, figure storiche del locale, fino ad arrivare alla quarta generazione con Giovanni Ramberti, che ancora oggi ne è il titolare. In un secolo il Grand’Italia ha attraversato la Seconda guerra mondiale, crisi economiche, cambiamenti sociali e le difficoltà che oggi interessano i piccoli centri dell’entroterra. La ricetta, secondo Antonio Ramberti, è rimasta la stessa: conservare la propria identità aprendosi però ai tempi nuovi. «Abbiamo mantenuto il valore storico del locale, ma lo abbiamo reso anche un luogo aperto alla cultura, con concerti, incontri, presentazioni di libri e iniziative artistiche. Volevamo che diventasse il bar di tutti, senza perdere il fascino della sua storia». A fare la differenza è stata anche la posizione, scelta dal fondatore nel cuore della piazza Vittorio Emanuele III e affacciata sul giardino, «uno degli angoli più freschi della Valmarecchia nelle sere d’estate». Ma, soprattutto, una filosofia dell’accoglienza, una personale ricetta di marketing tramandata di generazione in generazione. «Puoi avere il locale più bello del mondo, ma chi entra deve sentirsi accolto, altrimenti non funziona. La gentilezza e l’attenzione verso il cliente occasionale o l’habitué, sono sempre state il nostro modo di lavorare». Per Antonio Ramberti il Grand’Italia è oggi molto più di un esercizio pubblico: «È un simbolo di Novafeltria, della sua valle, una sorta di museo vivente del Liberty. Luoghi come questo dimostrano che investire nella cultura significa valorizzare un territorio e renderlo attrattivo».
I festeggiamenti
Il centenario sarà festeggiato mercoledì 8 luglio dalle 18.30 con un aperitivo e la musica anni Venti dei Black coffee trio, per rivivere le atmosfere Belle Époque, seguito alle 21 dalla serata celebrativa con interventi, musica dal vivo e ospiti. Tra i protagonisti attesi lo stesso Antonio Ramberti e numerosi musicisti amici del Grand’Italia: Daniele Maggioli, Antonio Toni, i fratelli Filippo e Tommaso Graziani. Mentre l’avvocata Bianca Barbieri ricostruirà la storia del locale e della famiglia.
Gran finale alle 23 con il taglio della torta dei cento anni. Per un locale che ha saputo attraversare un secolo senza snaturarsi, il compleanno assume il valore di un patrimonio condiviso: non solo quello di una famiglia, ma di un’intera comunità che continua a riconoscersi in uno dei suoi luoghi più rappresentativi.