Il sindaco Giorgio Ciotti lascia e conferma le dimissioni già presentate nei giorni scorsi. Non si sono quindi verificate le condizioni per portare alla conclusione naturale la legislatura.
Il primo cittadino ha voluto rivolgersi ai suoi concittadini, spiegando che «essere il sindaco di Morciano di Romagna non è stato soltanto un incarico amministrativo: è stato un tratto di vita condiviso con la mia comunità. In questi anni ho camminato tra le nostre strade con un pensiero costante: ogni decisione deve avere il volto delle persone che la vivono. Dietro ogni atto, ogni progetto, ogni scelta, ho sempre visto famiglie, lavoratori, giovani, anziani. Ho visto storie. Abbiamo attraversato momenti complessi, affrontato difficoltà impreviste, preso decisioni non sempre semplici. Ma li abbiamo vissuti insieme. E insieme abbiamo costruito. Perché, come ho spesso pensato, “una comunità non si misura dall’assenza dei problemi, ma dalla capacità di affrontarli unita”».
Giorgio Ciotti conclude quindi il suo quarto mandato da sindaco, ricoprendo in passato anche la carica di presidente dell’Unione Valconca e di consigliere provinciale.
Il primo cittadino ricorda come in questi anni abbia «incontrato sguardi fiduciosi, parole di incoraggiamento, ma anche critiche sincere. E desidero dirlo con chiarezza: ogni confronto è stato per me un segno di attenzione verso Morciano. Quando l’amore per il proprio paese guida le parole, anche le differenze diventano occasione di crescita. Porterò con me tanti momenti: le inaugurazioni cariche di entusiasmo, le assemblee pubbliche intense e partecipate, le strette di mano spontanee, i sorrisi ricevuti per strada. Piccoli gesti che mi hanno ricordato ogni giorno che amministrare significa prima di tutto prendersi cura. Se qualcosa di buono è stato fatto – aggiunge -, il merito è di una comunità viva: amministratori, dipendenti comunali, associazioni, volontari, imprese, cittadini. Morciano è forte perché tante persone, spesso lontano dai riflettori, lavorano ogni giorno con dedizione silenziosa. A tutti voi va la mia gratitudine più autentica».