Sono stati tutti assolti “per non aver commesso il fatto” gli 11 imputati, all’epoca dei fatti di età compresa tra i 21 e i 35 anni, che nell’estate del 2020 rimasero coinvolti in una violenta rissa scoppiata per futili motivi nella discoteca La Villa delle Rose di Misano Adriatico. Da una parte un gruppo di cinque albanesi residenti nel Riminese (difesi, tra gli altri, dagli avvocati Giuliano Renzi, Sonia Giulianelli, Massimiliano Orrù e Leanne Arceci) e, dall’altra, sei poliziotti della Questura di Milano, in quei giorni in Riviera per trascorrere qualche giorno di vacanza.
Così ha stabilito ieri la giudice Elisa Giallombardo, dopo che, per alcuni di loro, il pm - per il reato di rissa aggravata - al termine della requisitoria aveva chiesto 8 mesi di reclusione, mentre aveva sollecitato l’assoluzione per le lesioni aggravate. Questo perché, al termine della baruffa, quattro persone (tre agenti e un giovane albanese, oggi 27enne) riportarono ferite poi giudicate guaribili tra i 7 e i 15 giorni.
Secondo quanto ricostruito dalle indagini dei carabinieri di Misano Adriatico, il parapiglia esplose improvvisamente nel cuore della pista da ballo, tra i tavoli dell’area privé, trasformando una serata di svago in un teatro di scontri fisici che solo l’intervento tempestivo della sicurezza interna e delle forze dell’ordine riuscì a sedare. All’origine dello scontro, stando alle ipotesi emerse, ci sarebbe stato un approccio non gradito a una ragazza seduta al tavolo dei giovani residenti a Rimini. Un tentativo di conversazione da parte di uno dei turisti milanesi innescò quindi una reazione a catena, culminata nella violenta rissa che lasciò sul campo diversi contusi e in un processo terminato ieri dopo sei lunghi anni.