Meloni al Meeting di Rimini, applausi su immigrati, Israele e droga. Un piano casa per i giovani VIDEO

RIMINI. Tra due ali di folla, la premier Giorgia Meloni è arrivata al Meeting di Rimini poco prima di mezzogiorno. Al suo ingresso nella Fiera è stata accolta da applausi scroscianti e gli immancabili “Brava Giorgia”. Alle 12 l’intervento in auditorium.
«L’Italia non è più considerata la malata d’Europa, siamo un modello di stabilità e serietà di governo», ha detto la premier. «Anche la stampa internazionale ci considera un’anomalia positiva».
«Condanniamo l’uccisione dei giornalisti a Gaza e l’inaccettabile attacco alla libertà di stampa», ha detto parlando poi del Medio Oriente. «Hamas rilasci gli ostaggi, Israele termini gli attacchi e fermi i coloni in Cisgiordania, consenta l’accesso degli aiuti alla Striscia di Gaza».
«Non abbiamo esitato a difendere l’indipendenza di Israele», ha proseguito poi la presidente del Consiglio, «allo stesso tempo non possiamo tacere ora davanti a una reazione andata ben oltre il principio di proporzionalità, mietendo vittime innocenti e minacciando le comunità cristiane, mettendo a repentaglio la soluzione storica dei due popoli e due Stati»
Tornando alle questioni italiane ha detto «Ogni tentativo che verrà fatto di impedirci di governare” il fenomeno della migrazione «con serietà e determinazione sarà rispedito al mittente. Non c’è giudice, politico o burocrate che possa impedirci di far rispettare la legge dello Stato italiano, di garantire la sicurezza dei nostri cittadini, di combattere gli schiavisti del terzo millennio, di salvare vite umane».
«Andremo avanti con riforma della giustizia. Nonostante le invasioni di campo di una minoranza di giudici politicizzati che provano a sostituirsi al Parlamento e alla volontà popolare», ha detto Meloni. «Andremo avanti non per sottomettere il potere giudiziario a quello politico, ma per rendere la giustizia più efficiente per i cittadini e meno condizionata dalla mala pianta delle correnti politiche, per liberarla dalla politica».
«La droga fa schifo», ha aggiunto, «distrugge la vita, ti riduce a uno schiavo. Dall’altra parte, se cadi nella dipendenza e chiedi aiuto non sei perduto, trovi qualcuno disposto a prenderti per mano. Come a San Patrignano, dove sarò loro ospite tra poco».
«Di fronte alla glaciazione demografica delle società occidentali», ha detto anche Meloni alla platea, «noi abbiamo scelto di combattere quel declino. Faremo di tutto per aiutare la famiglia e riconoscere la genitorialità come un valore sociale da riconoscere e valorizzare. Annuncio che una delle priorità su cui vogliamo lavorare insieme a Salvini è un grande piano casa a prezzi calmierati per le giovani coppie, perché senza una casa è molto più difficile costruire una famiglia».
Un messaggio anche per le imprese: «L’obiettivo principale e più ambizioso che mi pongo è l’abbassamento strutturale del costo dell’energia che pesa come un macigno sulla competitività italiana».
“Sull’educazione», ha invece aggiunto, «non dobbiamo avere timore a trovare gli strumenti che assicurino alle famiglie di esercitare pienamente la libertà educativa: l’Italia è rimasta l’ultima nazione in Ue senza una effettiva parità scolastica, credo sia giusto ragionare, sgombrando il campo da pregiudizi ideologici».
Alla fine l’incrocio Meloni-Salvini al Meeting di Rimini non c’è stato. La premier è andata via poco dopo le 13, subito dopo aver concluso il suo lungo intervento (quasi un’ora) in un auditorium pieno e generoso di applausi.
Dopo la foto di rito con il presidente della Fondazione Meeting per l’amicizia fra i popoli, Bernhard Scholz, Meloni è salita in auto insieme alla sua scorta subito all’esterno dell’auditorium e si è avviata verso un’uscita secondaria. Il tutto prima dell’arrivo del suo vicepremier e ministro delle Infrastrutture.
Niente giro tra gli stand, dunque, per Meloni, che si è limitata a stringere qualche mano e incassare le grida di incoraggiamento dei presenti in platea prima di lasciare la fiera di Rimini, diretta alla comunità di San Patrignano dove è attesa.