Neve in pianura e in 15 ore la pioggia di un mese. Ma cosa è successo il 26 marzo? «Abbiamo avuto la discesa di un vortice, di un nucleo di aria molto fredda in quota - spiega Pierluigi Randi, meteorologo e presidente di Ampro -. Si è staccato dall’Artico, poi attraverso il mare del Nord e l’Europa centrale ha superato le Alpi nel corso della notte. Questo vortice molto freddo in quota ha poi favorito la formazione di una bassa pressione piuttosto profonda sul mare Adriatico, proprio davanti alle coste romagnole, che poi è quella che ha provocato i fenomeni più vistosi. Un primo passaggio si è avuto nella notte, quello del fronte vero e proprio, poi ce n’è stato un secondo più consistente tra la mattinata e il pomeriggio. La bassa pressione, pur muovendosi abbastanza velocemente, era piuttosto intensa, quindi abbiamo avuto venti molto forti, precipitazioni anche consistenti. Le precipitazioni sono state anche un pochino al di sopra delle attese e, durante la mattinata, quando poi c’è stato il culmine dell’irruzione di aria fredda, la neve è arrivata fino in pianura. Le raffiche di vento hanno superato i 90 chilometri orari lungo la costa, provocando dei danni. Le temperature sono passate dai 21 gradi di ieri pomeriggio (mercoledì, ndr) a temperature intorno allo zero a metà mattinata (ieri, ndr). Questi a volte sono gli scherzi del mese di marzo; però questo episodio è stato sicuramente rilevante, anche perché a livello di precipitazioni sulle zone di pianura - Lughese, Faentino - in generale sono caduti tra i 50 e i 70 mm di pioggia, che è sostanzialmente la pioggia che dovrebbe cadere statisticamente in tutto il mese di marzo».
Episodio con pochi precedenti
«Non è la prima volta che accade - prosegue Randi - in passato abbiamo avuto molte nevicate in marzo, ma principalmente nella prima decade, entro i primi 10 giorni di marzo. Se andiamo a vedere un po’ di ricorsi storici: il 26 marzo 2020 ci fu una situazione molto simile. Si imbiancarono tutte le colline, fiocchi di neve arrivarono a cadere anche sull’Imolese, misti a pioggia anche sul Lughese; però diciamo che stavolta ne è caduta un po’ di più. Se andiamo più indietro però, abbiamo delle nevicate tardive che si sono manifestate anche molto più avanti. Dal dopoguerra, la nevicata più tardiva sulla nostra zona di cui si abbiano i dati è quella del 22 aprile 1967».