BOLOGNA. Adottare misure urgenti per il contenimento dei lupi, a partire dalla provincia di Rimini. A chiederlo, in un’interrogazione, è Nicola Marcello (FdI) che ricorda come negli ultimi mesi nel Riminese sia cresciuta in modo significativa la preoccupazione per la presenza del lupo con numerosi episodi di attacchi riportati da allevatori, residenti e associazioni rurali. «Il quadro normativo che ha garantito per decenni una protezione totale del lupo risale al periodo in cui la specie rischiava l’estinzione, mentre il monitoraggio Ispra 2018-2022 ha stimato circa 3.300 lupi in Italia, con oltre il 10% in Emilia-Romagna, ma esperti, associazioni e semplici osservatori ritengono che il numero reale possa essere anche il doppio», spiega Marcello che chiede spiegazioni riguardo un episodio segnalato dall’associazione Rurale nazionale: «Nelle ultime settimane l’associazione ha contestato le dichiarazioni ‘di un presunto responsabile del monitoraggio lupo della Provincia di Rimini’, sostenendo che non sia corretto affermare che il lupo è intoccabile, poiché oggi con la nuova normativa europea e nazionale sono già possibili interventi in deroga applicabili anche in Italia. L’associazione ha inoltre sollevato un tema di opacità istituzionale: il rappresentante non avrebbe alcun incarico ufficiale. Nel solo territorio di Rimini ad agosto si sono registrati 29 episodi tra avvistamenti e predazioni: nel Riminese ci sono almeno 90 lupi più altri ibridi. I sindaci, incluso quello di Rimini, che è anche Presidente della Provincia, hanno poteri di urgenza in caso di rischio per la pubblica incolumità e può essere adottato anche un ordine di abbattimento immediato di un animale pericoloso. È necessario che la Regione Emilia-Romagna non rimanga indietro rispetto agli strumenti oggi disponibili, tutelando sia la sicurezza pubblica sia le imprese agricole già gravemente danneggiate».
«Serve un piano nazionale di gestione del lupo perché quello vigente è del 2002 ed è inadeguato. L’Emilia-Romagna fa tutto quello che la legge nazionale permette di fare, nessuna Regione fa più di noi. Il tema è che a fronte di un aumento dei lupi in tutta Italia e in tutta Europa, le leggi nazionali e gli strumenti a nostra disposizione sono le stesse di sempre che sono diventate insufficienti», è la risposta dell’assessore all’Agricoltura Alessio Mammi che ricorda come la Regione fino ad oggi abbia previsto 350.000 euro per finanziare misure preventive contro le aggressioni e che sullo stesso tema è stato fatto un bando straordinario. La Regione, poi, risarcisce tutti i danni, diretti e indiretti, provocati dai lupi e permette al personale competente di utilizzare pallini di gomma per allontanare i lupi dalle aree dove possono essere dannosi e pericolosi.
Marcello si è detto insoddisfatto della risposta ricevuta perché, a suo dire, così non si affrontano i problemi, ma si demanda tutto a scelte nazionali.