SANTARCANGELO. C’è chi porta scolpito nella memoria il profilo dei monumenti della propria città e chi invece preferisce tatuarselo direttamente sulla pelle. Quest’ultimo è il trend dilagante tra i giovani santarcangiolesi che varcano la soglia dei Tatoo Artist professionisti con un’idea ben precisa in testa: tenere vicino al cuore il simbolo identificativo della città. Caratterizzato dalla sagoma del colle Giove con la Torre del Campanone, la Collegiata e la Rocca Malatestiana, questo marchio è stato registrato presso la Camera di Commercio, nel 2015, rappresentando l’emblema ufficiale del borgo e della sua identità.
Lo “skyline” di Santarcangelo diventa un tatuaggio di tendenza: «Negli ultimi tre anni sempre più richieste»
La parola agli esperti
Confermano il trend da “Vanilla tattooer” Giada Bellotti e Ada Fontana, che lavorano in via Daniele Felici 50, proprio a Santarcangelo, notando che a chiedere lo Skyline ma anche il codice di avviamento postale del borgo, ovvero il 47822, sono soprattutto i giovani dai 18 ai 25 anni circa. Ad accomunarli è la nascita all’ombra del Campanone e uno sconfinato orgoglio per essere parte di un Borgo storico artistico senza eguali. «Siamo venuti in gruppo a farci tatuare un segno delle nostre radici, certi che non ci verrà mai voglia di cancellarlo», sottolinea una ventenne. Nessun collegamento con un compleanno o un evento speciale, dunque: ogni momento può essere quello giusto. Quanto al contorno dei capolavori architettonici, anche appartenenti a epoche diverse, vengono di solito posizionati su braccia, polsi o caviglie per valorizzarne la linea.
Altri dettagli
Secondo “Sirene tatuaggi”, attività situata a Viserba, a cui si rivolge anche una clientela clementina, formata in prevalenza da maschi fino a 30 anni, «la tendenza è esplosa da tre anni a questa parte restando stabile nel tempo, a testimonianza di un forte legame con le proprie origini». Ma non è tutto. Anche chi viaggia molto, per lavoro o svago, «predilige questo disegno per ricordare al mondo la sua provenienza». Come spiega Andrea Criscione, titolare di “Frog ink Tatoo”: altrove, come ad esempio a Riccione, l’andamento è inverso poiché «sono soprattutto i turisti stranieri a richiedere un segno che rammenti sempre la storica meta delle loro vacanze». I santarcangiolesi, quindi, vanno orgogliosamente contro corrente, dettando una moda di cui, giocoforza, si sentirá parlare anche fuori confine.