C’è una geografia sentimentale della Romagna che passa dai concerti di Vasco Rossi. Una mappa fatta di stadi, autodromi, spiagge, notti d’estate e generazioni cresciute urlando “Siamo solo noi” sotto un palco. Dal primo approdo nei locali e nelle discoteche dell’entroterra alla fine degli Settanta fino alla consacrazione di Rimini nel 2023, il rapporto tra il rocker di Zocca e la Romagna è diventato qualcosa di più di una semplice serie di concerti.
La Romagna è il palco di Vasco: dal primo live del 1979 a Roncofreddo ai concerti evento
La “prima”
Tour 1979, Vasco fa tappa a Roncofreddo, al Much More, poi Belfagor, locale di musica alternativa nel Cesenate che ospitò uno dei suoi primissimi concerti agli albori della sua carriera. Nulla a che vedere con quello che sarebbe diventato poi. Di effetti scenici d’altronde non c’era l’ombra e neppure bisogno, le coreografie e i concerti evento sarebbero arrivati molto tempo dopo. All’epoca a tenere il palco e a rubare la scena era solo lui. Esibizioni davanti a poche centinaia di persone, lì come a Imola (al Dancing Verde Luna) e al Piro Piro di Toscanella di Dozza sempre nel 1979 o come al Baccara di Lugo e alla Discoteca Jolly di Novafeltria nel 1980. Una decina di canzoni in scaletta, tra cui una pietra miliare come “Albachiara”.
Nel 1981 con il “Siamo solo noi tour” si esibisce in diverse Feste de l’Unità in tutta la Romagna, ma è il concerto del 7 maggio registrato al Palasport di Cesena uno di quelli rimasti nel cuore dei collezionisti. E sempre in Romagna, il 4 aprile 1982 a Lugo, l’esibizione al Baccara Music Hall sarà il primo live del rocker ad essere ripreso integralmente dalle telecamere Rai.
Il boom
Dopo “Bollicine” la capienza dei locali non basta più e nell’agosto 1985 inizia l’era degli autodromi, con la carovana del “Cosa succede in città Tour” che fa tappa a Misano Adriatico. La Romagna è nel pieno del suo splendore turistico, i suoi concerti non sono ancora gli eventi monstre degli anni Duemila, ma stanno già diventando rituali collettivi. È il momento in cui diventa fenomeno di massa e in cui lancia messaggi. E quel concerto resta nella storia per il significato simbolico: in un’estate segnata dalle tensioni contro i venditori ambulanti africani in Riviera, Vasco prende posizione e contro il razzismo e gli episodi di intolleranza che si erano registrati all’epoca offre loro l’ingresso gratuito.
Nel 1989 c’è ancora Misano nel tour di “Liberi liberi”. La trasformazione è ormai compiuta. Il palco cresce, il pubblico si moltiplica, l’atmosfera cambia. No n è più soltanto un concerto: è una tribù. Arrivano ragazzi da tutta Italia, molti dormono in spiaggia o in macchina pur di esserci. La Riviera diventa il teatro naturale del suo rock emotivo.
Gli anni Novanta segnano un altro passaggio decisivo. Nel 1993 Vasco approda allo stadio Romeo Neri di Rimini con “Gli spari sopra”, una delle sue notti musicali più intense. Per tanti fan romagnoli resta il concerto della consacrazione definitiva.
Tre anni dopo, nel 1996, Vasco torna ancora a Rimini con il tour di “Nessun pericolo...per te”. La macchina live ormai è cambiata: schermi, impianti enormi, una liturgia rock che anticipa i grandi show italiani contemporanei. Vasco domina la scena e a Rimini si respira già quella dimensione da pellegrinaggio musicale che accompagnerà ogni sua tournée futura. Ma il punto di svolta assoluto arriva a Imola. Nel 1998 l’Autodromo Enzo e Dino Ferrari ospita uno dei concerti più iconici della sua carriera. L’Heineken Jammin’ Festival segna un prima e un dopo nella storia dei live italiani e consacra definitivamente il Blasco come fenomeno popolare senza paragoni. Non lo dicono i fan. Lo certifica la Treccani che celebra quel-l’evento come un fenomeno di aggregazione di massa senza precedenti, che ha segnato la storia della musica rock italiana.
Imola diventa quasi una seconda casa artistica. Nel 2005 Vasco torna ancora all’autodromo durante il tour di “Buoni o cattivi”. Sono gli anni in cui il suo pubblico attraversa le generazioni: padri e figli insieme sotto il palco.
Anche quando Vasco si concentra sui grandi stadi nazionali, la Romagna continua a sentirlo come “uno di casa” e lui “si sente a casa”. Poi il ritorno. Nel 2022 Vasco sceglie di nuovo Imola per una delle tappe più attese della ripartenza live post-pandemia. Dopo gli anni sospesi del Covid, l’autodromo torna a riempirsi di persone e canzoni urlate in coro. E infine il 2023. Rimini. Lo stadio Romeo Neri. Trent’anni dopo il concerto del 1993 Vasco torna in città trasformando l’evento in qualcosa di storico per tutta la Riviera. La data zero del tour richiama fan da ogni parte d’Italia, con tende, camper e pellegrinaggi già nei giorni precedenti. Il Comune amplia la capienza dello stadio e la città vive l’invasione della “combriccola del Vasco”. Per molti quello non è stato soltanto un concerto, ma la chiusura simbolica di un cerchio iniziato molto prima sulle spiagge della Riviera. La Romagna è più di una tappa nei suoi tour, è il suo palco naturale, dove lui e il suo popolo vivono - più volte - una “Splendida giornata”.