In Emilia-Romagna “la raccolta differenziata cresce, l’impegno dei cittadini aumenta, ma le bollette dei rifiuti continuano a salire”. È quanto emerge dall’analisi della Uil sulla Tari 2025: in tutte le province emiliano-romagnole le tariffe risultano “in aumento rispetto al 2024, senza che esista un reale meccanismo di riduzione dei costi per chi adotta comportamenti virtuosi”. Secondo i dati elaborati dal sindacato, su un campione standard di un nucleo familiare di quattro persone in un’abitazione di 80 metri quadri, nel 2025 gli incrementi sono su tutto il territorio regionale: Piacenza +2,96%, Parma +7,40%, Reggio Emilia +2,28%, Modena +5,85%, Bologna +3,33%, Ferrara +23,91%, Ravenna +11,09%, Forlì +2,61%, Cesena +3,36%, Rimini +6,54%. “Anche in una regione considerata virtuosa come l’Emilia-Romagna- dichiara Marcello Borghetti, segretario della Uil dell’Emilia-Romagna- non si vede alcun beneficio economico per le famiglie. La raccolta differenziata migliora, ma la Tari aumenta comunque. Questo significa che il sistema tariffario non sta premiando davvero i cittadini”. La Uil ribadisce che la riduzione del rifiuto indifferenziato e il riciclo sono obiettivi condivisi e necessari dal punto di vista ambientale ed economico. “Tuttavia raggiungerli richiede un impegno quotidiano delle famiglie: informarsi, separare correttamente i materiali, modificare abitudini. Uno sforzo che la stragrande maggioranza dei cittadini compie con responsabilità, ma che oggi non trova un riconoscimento concreto in bolletta”, rimarca il sindacato. “La tariffa puntuale avrebbe dovuto premiare chi produce meno rifiuti- prosegue Borghetti- ma nei fatti i vantaggi sono limitati e spesso annullati dagli aumenti generali dei costi. Che si applichi la Tari tradizionale o la Tarip, il risultato per gli utenti è quasi sempre lo stesso: pagare di più”. Per la Uil Emilia-Romagna questo dimostra che il sistema dei rifiuti “non può trasformarsi in un meccanismo che genera profitti senza redistribuirli. Gli investimenti in impianti e tecnologie sono necessari, così come la tutela del lavoro nel settore, ma accanto a tutto questo deve esserci un obiettivo chiaro: ridurre realmente le tariffe per i cittadini che fanno la loro parte”.
I rifiuti “non possono essere un business - conclude Borghetti- se il sistema funziona e produce risultati ambientali, i primi a beneficiarne devono essere i cittadini, non solo i gestori. Senza un vero premio economico alla virtuosità, la transizione ecologica rischia di trasformarsi solo in un costo aggiuntivo per le famiglie”.