L’imposta di soggiorno per la sicurezza: Rimini ora può investire parte di un incasso di 14 milioni

Rimini
  • 11 febbraio 2026

Il sindaco Sadegholvaad e l’assessore Magrini avevano avanzato la proposta ad agosto. Al meeting di Comunione e liberazione. E l’avevano consegnata, messa nero su bianco, direttamente al ministro dell’Interno Piantedosi. Dopodiché più nulla. Nessun riscontro, nessun contatto. Da Roma silenzio assoluto. Fino a ieri quando, negli uffici della Polizia locale di Palazzo Garampi, qualcuno si è accorto che il nuovo decreto Sicurezza varato dal governo Meloni conteneva una novità. La stessa novità che sindaco e assessore avevano prospettato al ministro l’estate scorsa: «Permettere ai Comuni di destinare parte dell’incasso proveniente dalla tassa di soggiorno per finanziare iniziative in materia di sicurezza urbana».

«Si tratta di una modifica normativa - spiega l’assessore alle Politiche per la sicurezza urbana, Juri Magrini - che, a fronte della cronica difficoltà dello Stato ad incrementare gli organici delle forze di Polizia sul territorio, consentirebbe a Rimini di incrementare il livello di sicurezza attraverso un miglioramento della logistica delle forze dell’ordine, Polizie locali comprese, con la prospettiva di elevarne anche numero e dotazioni». E Rimini ha da giocarsi parte dell’incasso di ben 14 milioni di euro: tanto quanto valgono gli incassi dell’imposta di soggiorno.

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