RIMINI. Novantacinque medici di base in meno in tutta la provincia di Rimini. Tra camici bianchi di famiglia e camici bianchi di continuità assistenziale, l’ex guardia medica (fusi nella figura del medico di ruolo unico di assistenza primaria).
È quanto emerge dalla ricognizione dei fabbisogni nei territori condotta dall’Ausl Romagna per il 2026. Un fabbisogno di 323 medici, stimato su parametri nazionali e criteri numerici (un medico ogni cinquemila abitanti) rispetto al quale corrispondono, ad oggi, 228 presenti in ruolo: per la precisione 130 medici di famiglia, 10 guardie mediche e una sola adesione al ruolo unico nel distretto di Rimini; 75 medici di famiglia e 4 guardie mediche nel distretto di Riccione. Da qui la stima Ausl dei 95 camici bianchi mancanti.
Commenta Pietro Pesaresi, medico di medicina generale e presidente provinciale dello Snami, il sindacato autonomo dei medici, che oggi incontrerà i vertici Ausl in un incontro azienda-sindacati. «Intanto, queste 95 caselle mancanti, frutto di un calcolo matematico, sono grosso modo le stesse dello scorso anno che non furono riempite, come ritengo accadrà anche quest’anno.
Risultato? Un’ulteriore conferma che l’accordo nazionale, siglato un paio di anni fa anche dal mio sindacato, ma da me fortemente criticato, che inquadra i medici di base e i colleghi della continuità assistenziale nella stessa figura professionale di ruolo unico, non funziona. Anzi, peggiora la situazione».
L’articolo completo sul Corriere Romagna oggi in edicola