“Riteniamo gravissimo che un sindaco della provincia abbia partecipato alla celebrazione del 2 giugno indossando una camicia nera, simbolo storicamente e politicamente associato al fascismo”.
A denunciarlo è l’Anpi provinciale di Rimini, condannando quanto avvenuto durante la cerimonia ufficiale, “alla presenza del Prefetto, delle autorità civili e militari, delle associazioni combattentistiche e della cittadinanza”.
Il primo cittadino in questione, che l’Anpi non nomina (ma invia una foto con tutti i sindaci della provincia in posa con la fascia tricolore), è Mauro Giannini di Pennabilli, che ha detto più volte di essere nato e che morirà con la camicia nera.
Indossarla nella cerimonia, per l’Anpi, è “un gesto incompatibile con il significato della ricorrenza che celebra la nascita della Repubblica democratica e della Costituzione antifascista. La circostanza assume una rilevanza ancora maggiore alla luce delle ripetute dichiarazioni pubbliche con cui lo stesso amministratore ha rivendicato la propria appartenenza all’identità fascista e si è definito orgogliosamente ‘fascista’ e ‘camicia nera’. L’Anpi insomma considera quanto accaduto “una grave offesa alla memoria della Resistenza e ai valori su cui si fonda la Repubblica”.