In salute. E ancor più in malattia. È il messaggio di speranza che arriva dal Pronto soccorso dell’ospedale Infermi di Rimini, dove nella mattinata di venerdì 14 agosto un uomo e una donna sono diventati marito e moglie, pronunciando il fatidico sì. «Nel nostro Paese è possibile celebrare il matrimonio in ospedale, anche in un reparto di emergenza o in Pronto soccorso, in base all’articolo 101 del Codice Civile, il quale regola le nozze in caso di imminente pericolo di vita, saltando le pubblicazioni e con l’ausilio di testimoni e dell’ufficiale di stato civile - si legge in una nota dell’Ausl Romagna -. Così, complice l’improvviso peggioramento delle condizioni di salute dell’uomo, affetto da una grave patologia, la coppia riminese ha deciso di sposarsi in ospedale».
Alla presenza dei loro quattro testimoni, di alcuni familiari, degli ufficiali anagrafe del Comune e della dottoressa Tiziana Perin, direttrice del Pronto soccorso e Medicina d’urgenza di Rimini, nella stanza medica dell’Osservazione breve intensiva hanno coronato il loro sogno, confermando la forza e profondità del loro legame.
Una vicenda che ha commosso la struttura sanitaria e che testimonia una volta di più come non ci siano impedimenti od ostacoli insormontabili per il vero amore: pur in una situazione certo non facile, questo luogo nel momento del sì è stato comunque illuminato dalla gioia dei loro volti.
«È stato un momento di pura emozione - racconta la dottoressa Tiziana Perin -. Eravamo tutti profondamente commossi nel vedere quanto amore unisse queste due persone, come se con quel ‘lo voglio’, una sorta di giuramento eterno, avessero in qualche modo fermato il tempo e sconfitto il male. Ci siamo adoperati perché tutto fosse per quanto possibile perfetto, pur in un periodo di intenso lavoro sforzandoci di regalare loro un po’ di intimità in quella stanza, addobbata con alcuni fiocchi azzurri ricavati da grembiuli da lavoro. E’ stato un onore per me e per gli operatori del Pronto soccorso contribuire nel nostro piccolo a realizzare il loro grande desiderio».