L’ambizione è di fare in modo che le stazioni dell’Emilia-Romagna “diventino le stazioni più sicure d’Italia”. Dopo le ripetute aggressioni e anche un omicidio, quello del capotreno Alessandro Ambrosio accoltellato a inizio anno in spazi della stazione di Bologna, la Regione prova a dare una risposta mettendo 20 milioni di euro a disposizione dei Comuni capoluogo (Bologna, Ferrara, Forlì, Cesena, Modena, Parma, Piacenza, Ravenna, Reggio Emilia e Rimini) per realizzare interventi di miglioramento della sicurezza nelle parti esterne delle stazioni. Si tratta di favorire l’insediamento di servizi, attività economiche, culturali e sociali, ma i finanziamenti poteranno riguardare anche la riqualificazione dei percorsi pedonali, il potenziamento dell’illuminazione e della videosorveglianza, il recupero degli immobili inutilizzati per nuove funzioni di interesse pubblico e il presidio del territorio. Il piano, presentato oggi a Bologna dal presidente Michele de Pascale, dall’assessora ai Trasporti Irene Priolo e da alcuni sindaci e assessori delle città coinvolte, è affiancato dagli interventi già programmati da Fer sulle stazioni e sulle fermate della rete ferroviaria regionale: oltre quattro milioni di euro di risorse regionali, distribuiti tra il 2026 e il 2028, destinati alla manutenzione straordinaria, al decoro, all’accessibilità e al potenziamento della sicurezza, anche attraverso il programma “Stazioni Sicure”. Gli interventi Fer prevedono nuovi sistemi di illuminazione, videosorveglianza intelligente e tecnologie per la gestione della sicurezza.
L’intervento della Regione per stazioni più sicure “è un fatto molto concreto, ovviamente lo facciamo in alleanza con i Comuni, mettendo a loro disposizione due milioni di euro per città, per le aree esterne alla stazione e speriamo, auspichiamo, chiediamo che Rfi faccia la propria parte per le aree interne”, afferma de Pascale. Questo, sottolinea, l’azienda del gruppo Fs, “in qualche caso lo sta facendo, ma riteniamo si debba e si possa fare di più per interventi che vanno dalla videosorveglianza alla riqualificazione urbana, dalla pubblica illuminazione alla realizzazione di spazi e servizi a presidio del territorio”. Priolo sottolinea che il piano della Regione è destinato in particolare ai capoluoghi, “ma non ci dimentichiamo neanche delle stazioni più piccole”. Perché, osserva l’assessora, il “problema alle volte si sposta, ma non si elimina, per questo è importante avere un approccio integrato e pensare alle stazioni capoluogo, ma anche le stazioni piccole attraverso Fer”.