Il lupo passa da “rigorosamente protetto” a “protetto”, la rabbia di Enpa: “Grave retromarcia”

In questi ultimi mesi il tema dei lupi è stato al centro del dibattito in tante zone della Romagna. L’aula del Senato ha votato all’articolo 7 il declassamento del lupo, con il grado di tutela che passa da “rigorosamente protetto” a “protetto”.

Una decisione che ha suscitato una nota profondamente critica di Enpa: “Ingiustizia è fatta. L’aula del Senato, nell’ambito della legge di Delegazione europea, ha votato all’articolo 7 il declassamento del lupo. La riduzione del suo grado di tutela, da “rigorosamente protetto” a “protetto”, è una misura priva di giustificazioni reali, se non quella di tentare di compiacere una parte degli allevatori: quelli che ancora non fanno uso attento e sistematico dei metodi di prevenzione delle predazioni, ma che non trarranno alcun reale giovamento da eventuali uccisioni. È grave constatare che il voto odierno sia stato un voto ideologizzato, che non tiene conto delle posizioni di gran parte del mondo scientifico, preoccupato per lo status del lupo in Italia: una popolazione ancora vulnerabile. Non ha contato il peso dell’ibridazione, che riguarda quasi la metà dei lupi nel nostro Paese; non ha contato il bracconaggio, che ne colpisce oltre il 10% ogni anno”.

“Questa giornata rappresenta un’ulteriore retromarcia nella politica di conservazione del patrimonio di fauna selvatica - dichiara Annamaria Procacci, responsabile fauna selvatica dell’Enpa - si colpisce la specie più preziosa, quella che esercita un ruolo fondamentale di bioregolatore degli equilibri ambientali, il primo predatore degli ungulati. Tutto questo sembra non contare. Si sta tornando indietro a grandi passi, cercando di cancellare parti importanti di quella legge, la 157, nata 34 anni fa e che segnò una svolta nella politica di tutela della fauna selvatica, indicando all’articolo 2 proprio il lupo come specie particolarmente protetta”.

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