Il caro-vita pesa sulle famiglie riminesi 1.300 euro all’anno

Rimini
  • 17 giugno 2026

Più 3,6%. È quanto ha segnato l’inflazione nel mese di maggio a Rimini. L’accelerazione risente prevalentemente, ma non solo, della crescita dei prezzi degli energetici che aumenta di un +5,1%. Mentre in questo mese rimane stabile con un +2,5% il tasso relativo al carrello della spesa alimentare, crescono in maniera sostanziale il costo dei trasporti (+4,9%), i servizi di ristoranti e alloggio (+5,5%), i servizi finanziari e assicurativi (+4,5%) e l’assistenza alla persona e alla protezione sociale (+4,1%).

Un andamento che rispecchia ampiamente, purtroppo, le stime dell’Osservatorio Federconsumatori che, nelle scorse settimane, ha analizzato l’impatto della crescita in alcuni settori maggiormente interessati alla crisi, (dall’energia ai trasporti, ai prodotti alimentari). Analisi da cui è emerso che le spese per le famiglie riminesi si traducono in un aggravio che, in termini annui, si traduce in ricadute di più 1.300,90 a famiglia.

«Purtroppo temiamo che questo aumento si consolidi a prescindere dalle sorti del conflitto, per questo è necessario intervenire con urgenza e determinazione per arginare, prima di tutto, fenomeni speculativi», fa sapere Federconsumatori.

Cosa mettere in campo

Le misure che chiede l’associazione sono «un taglio più consistente delle accise sulla benzina e per un periodo più ampio ; una rimodulazione, anche temporanea, delle aliquote Iva su un paniere di beni essenziali; introdurre criteri per la determinazione del prezzo che realizzino il disaccoppiamento tra energia elettrica e gas». E ancora: «Un bonus energia più consistente, ed esteso a una platea di famiglie più ampia. Creare un Fondo di contrasto alla povertà energetica ed alimentare per aiutare e sostenere i nuclei più vulnerabili. Mettere in atto la promessa riforma degli oneri di sistema su beni energetici, spostandone alcuni sulla fiscalità generale».

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