Non è voluto mancare in chiesa e nonostante la fatica, dovuta alla malattia che lo sta accompagnando da un anno, ha voluto stringere la mano alla figlia Noemi per accompagnarla all’altare.
Parliamo di Igor Protti, l’ex centravanti riminese, ora 59enne, che proprio pochi giorni fa, sorretto dall’altro figlio, Nicholas Flavio, ha fatto quei pochi metri camminando lentamente accanto alla sua secondogenita, vestita di bianco e visibilmente commossa.
Il bomber, per questa cerimonia a Castello di San Ruffino, a Lari, in provincia di Pisa, ha voluto condividere gli scatti sui social e ha scritto per gli sposi: «Che il Mondo vi regali un mondo di serenità! Coltivate ogni giorno il vostro Amore».
Gli omaggi
In pochissimo tempo sono arrivati tantissimi commenti, in particolare dei tifosi delle squadre in cui il riminese ha militato, per elogiare lo sforzo compiuto per amore della figlia: «Con la forza di un leone. Sei un esempio per tutti Igor. Oggi come ieri». Questa è solo una delle numerose frasi lasciate.
Anche la ex moglie lo ha voluto omaggiare per il gesto compiuto: «Rivivrei questo giorno altre mille volte. è stato un matrimonio bellissimo, un matrimonio pieno di amore, di forza, di tenacia. Hai portato nostra figlia all’altare con il cuore pieno di gioia. Sei stato ancora una volta un grandissimo babbo».
La partita più difficile
Protti nel luglio dello scorso anno, aveva messo sui social un altro scatto con il quale aveva annunciato di essere impegnato in una battaglia contro la malattia, ovvero contro un tumore: «Ciao a tutti, questa foto è di pochi giorni fa in un letto di ospedale. Purtroppo poco più di un mese fa mi è stato trovato uno sgraditissimo ospite. Ho subito un primo intervento chirurgico e la prossima settimana comincerò le cure per cercare di migliorare la situazione e poter essere nuovamente operato tra qualche mese. È una partita durissima - aveva aggiunto - so benissimo che si può vincere o perdere ma ce la metterò tutta come sempre. E come sempre so di non essere solo, ho la mia grande e meravigliosa Famiglia vicino a me anche se non tutti lo possono essere fisicamente. Come quando ero in campo e mi sentivo parte di una grande comunità oggi sento anche la vicinanza di tutti gli amici e di tutte quelle persone che mi hanno seguito e voluto bene. Ringrazio lo staff medico che mi ha preso in cura e che farà di tutto per aiutarmi in questa lotta. Mi scuso fin da ora se nei prossimi mesi non riuscirò a rispondere a tutti sia telefonicamente che qui su Instagram. Vi mando un forte ed enorme abbraccio».
La carriera
Il riminese ha vestito tante maglie nella sua carriera, dopo le giovanili al Rimini e avere indossato anche la maglia biancorossa della prima squadra è infatti passato prima al Livorno, poi alla Viresciti e al Messina. Quindi ha spiccato il volo con la parentesi particolarmente prolifica al Bari, dove mise a segno 46 gol; da lì passò alla Lazio, al Napoli e alla Reggiana, fino ad approdare nell’altra città, Livorno, in cui ha messo a segno ben 113 reti stando dal 1999 al 2005.