Il richiamo del mare non conosce crisi, e il mattone nelle mete di vacanza continua a confermarsi un bene rifugio in grado di macinare incrementi costanti. Secondo l’ultimo studio nazionale condotto da Immobiliare.it, che ha messo a confronto i costi di acquisto tra località balneari, alpine e città d’arte, la prima scelta degli italiani resta la casa sulla costa, con un generale rialzo dei valori da Nord a Sud.
Nel panorama settentrionale, dominato dai picchi della Liguria (Savona a 3.798 euro/mq) e della Versilia (la provincia di Lucca è la più costosa della Penisola con 4.008 euro/mq), la Riviera romagnola si ritaglia un ruolo di primissimo piano. La provincia di Rimini ha messo a segno un forte incremento del 6,3% su base annua, confermando una media provinciale che supera abbondantemente la soglia dei 3.000 euro al metro quadro (3.079 €/mq). A trainare il comparto è Riccione, autentica capitale del valore immobiliare costiero con una media di 4.587 euro al metro quadro. Incrementi consistenti si registrano anche a Misano Adriatico (3.332 €/mq, +14%) e Cattolica (3.141 €/mq), mentre Rimini città viaggia a una media di 2.961 euro al metro quadro.
Il traino della città d’arte
Non è solo la spiaggia a spingere le quotazioni. L’analisi evidenzia come le grandi città d’arte continuino a crescere. In questo contesto, Ravenna registra un aumento del 3,9% annuo (con un prezzo medio comunale di 2.199 €/mq). Nel territorio provinciale ravennate spicca inoltre Cervia (con Milano Marittima), che tocca i 4.135 euro al metro quadro.
Cesenatico e l’entroterra
A completare il quadro è Cesenatico, che sul litorale e nell’area storica del Porto Canale mantiene quotazioni attorno ai 3.554 euro al metro quadro. Dati che confermano come il mercato immobiliare romagnolo, sostenuto dall’attrattività turistica, dagli investimenti sulle riqualificazioni urbane e dalla tenuta della domanda di seconde case, mantenga una solidità strutturale che continua a difendere il valore del patrimonio immobiliare locale.
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