Giuristi democratici: «Lo Stato ha il dovere di proteggere gli italiani su Flotilla»

Rimini
  • 01 ottobre 2025

BOLOGNA. Mentre la Global Sumud Flotilla si avvicina alle coste di Gaza e cresce il rischio di un attacco da parte dell’esercito isrealiano, da Bologna Asgi, Giuristi democratici e Comma 2-Lavoro ammoniscono lo Stato italiano: «Ha il dovere di proteggere» gli italiani in viaggio per portare aiuti alla popolazione palestinese stremata dalla guerra. Tra quetsi ci sono anche il senatore riminese 5 Stelle Marco Croatti, la giornalista riminese Michela Monte e il videomaker ravennate Carlo Biasioli. Chi lo stabilisce? «Il diritto internazionale sepolto sotto le macerie della Striscia», sostengono Marina Prosperi, Nazarena Zorzella ed Eugenia Tarini. Da piazza Maggiore, dove prosegue il presidio permanente a sostegno della Flotilla, le tre giuriste spiegano perché la missione internazionale, cui partecipano decine di imbarcazioni con 44 provenienze diverse, non viola nessuna norma, mentre qualsiasi azione di arrembaggio in acque internazionali, ma anche nella fascia costiera di fronte alla Striscia, sarebbe, invece, illegale. «Imbarcati sulla Flotilla ci sono italiani, significa che lo Stato ha l’obbligo di protezione della vita e della sicurezza delle persone imbarcate perché quelle persone imbarcate stanno sostituendosi allo Stato rispetto ad obblighi che lo Stato ha», sostiene Zorzella. «Questo significa che qualsiasi danno, speriamo non fisico, ma anche di detenzione arbitraria, illegale da parte di Israele, deve trovare una risposta immediata da parte dello Stato italiano. Lo Stato italiano ha il dovere, ha l’obbligo di proteggere i propri cittadini», scandisce l’avvocatessa. «Quanto al blocco navale, è illegittimo come l’occupazione di Gaza. Quelle acque territoriali sono palestinesi perché l’Autorità palestinese ha comunicato alla istituzioni preposte alla Convenzione Unclos, che è quella che regolamenta il diritto marittimo, già negli anni ‘90, che quelle 12 miglia appartengono allo Stato palestinese», ricorda.

Nel momento in cui Israele occupa illegittimamente anche quelle acque palestinesi «sta compiendo un’illegittimità», ricorda Zarzella. «Noi non sappiamo che cosa che cosa farà la flottiglia e fino a dove si spingerà, ma se dovesse provare a entrare nelle acque territoriali palestinesi e dovesse essere fermata arbitrariamente dall’esercito israeliano, questo starebbe compiendo un atto totalmente illegittimo anche di pirateria, rispetto al quale ha delle precise responsabilità nei confronti dello Stato italiano. È per questo che lo Stato italiano deve assumersi le proprie responsabilità», ammonisce. «Il diritto internazionale è morto e lo troviamo sotto le macerie di Gaza. I vari rappresentanti del governo e delle istituzioni che ci hanno detto che per la Global Sumud Flottilla, nel momento in cui arriverà nelle nelle acque nelle acque dello Stato di Israele, l’Italia non potrà più fare niente. Questa informazione è falsa da tanti punti di vista, giuridici in particolare», scandisce Tarini. Infine, una precisazione sui finanziamenti che hanno consentito lo svolgimento della missione contro le accuse di Israele, che ha parlato addirittura di un sostegno da parte di Hamas. «La Global Sumud Flotilla è autofinanziata, grazie al gettito economico del cosiddetto equipaggio di terra, che siamo noi», replica Marina Prosperi.

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