«Finita nella lista nera di Maduro a Rimini ho potuto trovare la libertà»

Rimini
  • 04 gennaio 2026

RIMINI. «Questa operazione era da fare. Maduro ha ucciso tantissima gente. La gente moriva di fame e lui diceva che andava tutto bene. Ha commesso crimini terribili. Spero adesso che le cose cambino in meglio in modo da poter tornare in Venezuela in vacanza e magari meglio ancora per poter avere la mia laurea».

Ninoska Pelayo, 58 anni, è una venezuelana che vive in provincia di Rimini dal 2018, oggi a Saludecio. «Sono ingegnere civile ma a un certo punto ho dovuto lasciare il mio Paese. Lavoravo alla costruzione di un villaggio di 3.500 appartamenti quando un capitano di polizia cominciò a chiedermi denaro e a volere imporre le sue decisioni».

Ninoska ha anche scritto un libro sulla sua esperienza. Si chiama “48 oras de hoscuridad”. «Sì - aggiunge la donna - perché mi portarono in carcere dove mi lasciarono proprio per 48 ore. Non so neanche quale fosse l’accusa. Comunque fui assolta. Non auguro a nessuno di vivere un’esperienza del genere. Insieme ad altri ero finita su una specie di lista nera creata da un deputato perché avevo firmato per un referendum contro Chavez agli inizi del Duemila. Alla fine ho deciso di partire per Rimini dove ero in contatto con delle persone e ho chiesto la protezione internazionale».

Per Ninoska, che col passare degli anni è stata raggiunta in Italia anche dalla sorella e dal figlio, i problemi però non erano finiti. «Il governo del Venezuela non mi ha voluto fornire i certificati che attestano la mia laurea in ingegneria civile. Così non ho potuto esercitare la professione ma mi sono comunque data da fare. Ho lavorato come badante e in bar, hotel e ristoranti». Per un certo periodo ha anche gestito un locale. «Ma da sola non ce la facevo e ora faccio la badante».

«Questa operazione», dice a proposito dell’attacco degli Usa, «era da fare già tanto tempo fa. Nel mirino sono finiti obiettivi militari. Ma non è finita. Adesso vediamo cosa succede ma io mi aspetto un accordo che faccia uscire dal Paese la gente che ha governato con Maduro. Personalmente cosa mi aspetto? Ormai la mia vita è in Italia... magari la possibilità di poter tornare in Venezuela in vacanza. O meglio ancora la possibilità di potere avere la mia laurea».

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