Quattro anni e sei mesi di reclusione. È quanto ha patteggiato il medico 60enne di Cattolica, Roberto Bonato, imputato davanti alla gup Raffaella Ceccarelli come figura chiave nel processo per false vaccinazioni anti Covid e la “compravendita” di Green Pass. Il professionista non dovrebbe comunque andare in carcere: i suoi legali, gli avvocati Giovanni Summo e Nicola Summo, dopo la lettura della sentenza, salvo sorprese, chiederanno infatti misure alternative alla detenzione. Intanto Bonato aveva già risarcito integralmente l’Ausl per i danni, senza avviare alcuna trattativa con l’Azienda sanitaria, che ha così revocato la costituzione di parte civile.
Insieme al medico erano coinvolte nel procedimento altre 73 persone, suoi pazienti, tra cui anche diversi romagnoli. Per tutti gli imputati il pm Daniele Paci aveva chiesto il rinvio a giudizio con l’accusa di corruzione e falso ideologico in atto pubblico. Nelle scorse settimane alcuni legali avevano richiesto per i loro assistiti un rito alternativo oppure, in pochissimi casi, il processo ordinario (uno è stato rinviato a giudizio, mentre due sono stati prosciolti nell'udienza preliminare). Oltre a Bonato, altri 54 avevano chiesto il patteggiamento, mentre in 16 il rito abbreviato (per loro il pm Paci aveva chiesto in totale 19 anni e 10 mesi di carcere).