Rimini alla fine ha tenuto per quanto riguarda l’afflusso dei turisti. Dai dati a disposizione dell’amministrazione comunale, in estate emerge un calo dell’imposta di soggiorno dello 0,4 per cento in estate. “Nei primi 8 mesi dell’anno (gennaio/agosto) - commenta l’amministrazione - Rimini ha avuto una crescita di pernottamenti pari allo 0,6 per cento rispetto allo stesso periodo del 2024 che, come riconosciuto da tutti, è stato un anno molto positivo dal punto di vista turistico. Rispetto al 2023 la crescita è esattamente del 10 per cento. Se si guarda al solo primo semestre 2025 (gennaio/giugno), si registra nel 2025 una crescita di pernottamenti rispetto allo scorso anno pari al 6,1 per cento. Una percentuale che aumenta fino al 22,4 per cento se si prende a riferimento il primo semestre 2023; Se si considerano semplicemente i classici tre mesi estivi, vale a dire giugno, luglio e agosto, Rimini quest’anno, secondo i dati ripeto dell’Imposta di Soggiorno, è in linea con il 2024 avendo fatto segnare una contrazione complessiva di appena lo 0,4 per cento”.
Si tratta di un dato che probabilmente potrà avvicinarsi allo zero assoluto nelle prossime settimane quando sarà assorbita la percentuale fisiologica dei ‘ritardatari’ nelle dichiarazioni e nei versamenti. “Giugno - rimarca il Comune - è stato un mese straordinario con una crescita superiore al 9 per cento rispetto al 2024 e del 16,9 per cento rispetto al 2023. Grazie a un avvio dell’estate fantastico a giugno si è riusciti sostanzialmente ad assorbire per intero il calo registrato su tutte le spiagge italiane (a causa della crisi dei consumi dovuta al portafoglio al verde degli italiani) che, a Rimini, nel bimestre luglio e agosto, si è attestato intorno al 3,5 per cento (dato provvisorio IDS) rispetto al 2024, anno particolarmente fortunato anche perché non colpito, a differenza del 2025, da alcun episodio di maltempo nei due mesi presi in considerazione. Se si prende come raffronto il bimestre luglio e agosto 2023, nel 2025 si registra addirittura un incremento dell’1,3 per cento”.