Ecosistema urbano: Rimini si conferma nella top ten in Italia

Rimini
  • 26 ottobre 2026

Prima per Ztl, quinta per aree pedonali e quindicesima per piste ciclabili. Rimini si conferma tra i dieci capoluoghi italiani con le migliori performance ambientali in base alla 33esima edizione di Ecosistema urbano, il rapporto annuale di Legambiente e Ambiente Italia pubblicato oggi dal Sole 24 Ore. La città è al decimo posto su 106 con un punteggio di 70,26, quando nel 2004 era al 60° posto e nel 2016 al 32°.

Nella top ten nazionale, guidata da Mantova davanti a Trento e Bolzano, Rimini è uno dei tre capoluoghi dell’Emilia-Romagna, insieme a Reggio Emilia e Parma. A distinguere la città, entra nello specifico l’amministrazione comunale, sono soprattutto gli indicatori legati agli spazi per pedoni e biciclette e alla regolamentazione del traffico. Rimini si conferma prima in Italia per estensione delle zone a traffico limitato in rapporto alla popolazione, con 1.910,6 metri quadrati ogni cento abitanti, rispetto ai 1.750,5 rilevati nella precedente edizione. Per le isole pedonali è al quinto posto, con 151,3 metri quadrati ogni cento abitanti, rispetto ai 144 della scorsa rilevazione. Per la rete ciclabile è al 15° posto con 21,6 metri equivalenti ogni cento abitanti. Ancora: si piazza al 13° per consumo di suolo, con un valore di 1,1; al 23° posto per dispersione della rete idrica con un valore del 23% rispetto alla differenza fra acqua immessa in rete e consumata per usi civili, industriali, agricoli. “Essere ancora una volta tra i primi dieci capoluoghi più sostenibili d’Italia è la conferma che la strada intrapresa è quella giusta”, commenta l’assessora all’Ambiente Anna Montini. Se 20 anni fa Rimini era 60esima, oggi è “stabilmente nella parte più alta della classifica”.

“Il primato sulle zone a traffico limitato e le posizioni di vertice su isole pedonali e ciclabilità raccontano una città che sta restituendo spazio alle persone”. Merito del Psbo, del Parco del Mare, dei nuovi collegamenti che uniscono la zona mare all’entroterra oltre la Statale. Ma anche, conclude, dei cittadini che “si impegnano nella quotidianità per la buona raccolta dei rifiuti e per coloro che scelgono l’uso del trasporto pubblico o della mobilità sostenibile preferendolo alle auto”.

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