Un popolo di circa 600 volontari ha reso possibile l’accoglienza di Papa Leone XIV a Rimini. A tutti loro il vescovo Nicolò Anselmi ha voluto indirizzare un messaggio personale: “Vorrei potervi abbracciare uno ad uno e ringraziarvi personalmente. Siete però, per fortuna, così tanti che non è possibile farlo. Per questo vorrei che vi raggiungessero almeno queste poche parole, semplici ma sincere”.
La prima è, appunto, grazie: “Grazie per il vostro tempo, la vostra disponibilità, la pazienza, la fatica, i sorrisi e lo spirito con cui avete servito. Ciascuno di voi, con il proprio compito, ha dato un contributo prezioso”.
Ma Nicolò invita a non fermarsi al ricordo della giornata. “Spero soprattutto che abbiate vissuto un incontro personale: con Dio – attraverso la presenza del successore di Pietro, Papa Leone XIV – e con le tante persone che avete incontrato, accolto, accompagnato e servito”. E aggiunge un auspicio per le relazioni nate durante queste settimane: “Continuate ad alimentare” l’amicizia tra tante persone che prima non si conoscevano, “è un dono prezioso che viene da Dio”.
Infine, lo sguardo va al futuro. “La visita del Papa si conclude, ma ciò che abbiamo vissuto continua: nella nostra vita, nella Chiesa e nella città”. Perché la festa di Rimini non rimanga soltanto una pagina da conservare nell’album dei ricordi, ma diventi una spinta a una maggiore adesione a Cristo e alla Chiesa, vissuta – come ha ricordato Leone XIV nell’omelia della Messa al Porto – con “spirito di servizio”.
Ora la Diocesi si prepara a dire pubblicamente il proprio grazie. Il primo appuntamento sarà domenica 6 settembre alle 17.30 in Cattedrale, con la Santa Messa di ringraziamento presieduta dal Vescovo Nicolò. Sono invitati in particolare tutti coloro che hanno contribuito alla realizzazione della visita e quanti hanno partecipato alla giornata. Al termine della celebrazione è previsto un brindisi nel giardino della Curia.