RIMINI. La sera del 3 ottobre 2023 Pierina Paganelli, 78 anni, rientra a casa dopo una riunione nella Sala del Regno dei Testimoni di Geova. Poco dopo le 22 parcheggia l’auto nel garage del condominio di via del Ciclamino, a Rimini. Ma non arriverà mai al suo appartamento. Viene infatti aggredita e uccisa con 29 coltellate tra l’ascensore e la rampa che conduce ai box.
Il corpo viene scoperto soltanto la mattina successiva dalla nuora Manuela Bianchi. Le indagini della Squadra Mobile e della Procura di Rimini si concentrano fin dall’inizio sull’ambiente familiare e condominiale. Un primo elemento destinato a pesare nell’inchiesta emerge pochi giorni dopo il delitto: una telecamera installata nei garage registra un audio nel quale si sentono le urla della vittima durante l’aggressione.
La relazione tra Manuela e Louis
Con il passare delle settimane gli investigatori scoprono anche la relazione extraconiugale tra Manuela Bianchi e il vicino di casa Louis Dassilva. Vengono sequestrati alcuni biglietti scritti dall’uomo alla donna e, parallelamente, proseguono gli accertamenti scientifici sulla scena del crimine e sugli indumenti della vittima.
Alla fine del 2023 un altro tassello entra nel fascicolo dell’accusa. Le immagini della cosiddetta “cam3” della farmacia vicina al condominio mostrano il passaggio di una figura maschile in un orario ritenuto compatibile con quello dell’omicidio. Secondo la Procura quella sagoma potrebbe essere l’assassino.
Il 7 giugno 2024 Louis Dassilva viene iscritto nel registro degli indagati. Poco più di un mese dopo, il 16 luglio, viene arrestato e trasferito in carcere. Per gli inquirenti il movente sarebbe legato proprio alla relazione clandestina con Manuela Bianchi e al timore che Pierina scoprisse il rapporto.
L’inchiesta però continua a produrre elementi controversi. Le analisi genetiche non individuano tracce riconducibili a Dassilva sul corpo della vittima, sui suoi effetti personali o sulla scena del delitto. Nel settembre 2024 un altro condomino, Emanuele Neri, dichiara pubblicamente di riconoscersi nell’uomo ripreso dalla telecamera della farmacia, mettendo in discussione uno dei principali indizi valorizzati dall’accusa.
L’inizio del 2025 segna una fase cruciale. La Corte di Cassazione annulla una delle decisioni del Riesame sulla custodia cautelare, mentre vengono disposte nuove perizie genetiche e viene effettuato il cosiddetto test della “camminata” per verificare la compatibilità tra Dassilva e la figura ripresa dalla “cam3”.
Manuela indagata per favoreggiamento
Il 4 marzo arriva uno dei momenti più significativi dell’intera vicenda. Manuela Bianchi viene iscritta nel registro degli indagati con l’accusa di favoreggiamento dopo aver cambiato versione in merito al ritrovamento del cadavere della 78enne, collocando l’amante sulla scena del crimine. Nello stesso periodo emergono dubbi sulla compatibilità tra l’altezza di Dassilva e quella della persona immortalata dalla telecamera della farmacia.
Tra il 25 e il 27 marzo 2025 la donna viene ascoltata in incidente probatorio. Davanti al giudice conferma la propria ricostruzione dei fatti e riferisce che Dassilva temeva che Pierina avesse incaricato un investigatore privato per scoprire la loro relazione. Nonostante le contestazioni della difesa, il 14 luglio 2025 il gup dispone il rinvio a giudizio di Dassilva. Il processo si apre il 15 settembre davanti alla Corte d’Assise di Rimini.
Nel corso del dibattimento sfilano investigatori, consulenti, periti e testimoni. Il 30 marzo scorso Dassilva decide di sottoporsi all’esame davanti alla Corte. Respinge ogni accusa, si dichiara estraneo all’omicidio e contesta apertamente il racconto dell’ex amante. Il controesame prosegue nelle udienze del 13 e del 20 aprile, durante le quali l’imputato sostiene che Manuela Bianchi stia «coprendo qualcuno o se stessa» e difende il proprio alibi.
La sentenza
Il 18 maggio il pubblico ministero Daniele Paci conclude la requisitoria chiedendo la condanna all’ergastolo del senegalese. Secondo l’accusa l’omicidio sarebbe stato premeditato e caratterizzato da crudeltà, motivi abietti e approfittamento della minorata difesa della vittima. Dopo quasi due anni di indagini, centinaia di atti e mesi di dibattimento, la Corte d’Assise arriva però a una conclusione diversa. Nella notte tra il 9 e il 10 giugno 2026 Louis Dassilva viene assolto dall’accusa di aver ucciso Pierina Paganelli. Una decisione che chiude il primo grado di uno dei casi di cronaca nera più seguiti degli ultimi anni e che riapre inevitabilmente il dibattito su chi abbia realmente assassinato la pensionata nel garage di via del Ciclamino.