De Pascale: “Rimini sull’aeroporto ha fatto un lavoro eccellente”

Rimini
  • 23 aprile 2026

Puntare a conquistare la domanda che già esiste, per poi incrementare ulteriormente i flussi di passeggeri. È l’obiettivo che si pone la Regione Emilia-Romagna con l’eliminazione della council tax per gli aeroporti minori. Obiettivo che conta sul progetto di sviluppo dello scalo Fellini di Rimini da 200 milioni di euro, presentato oggi in città al teatro Galli, con sul palco anche il presidente della Regione Michele de Pascale e quello di Enac Pierluigi Di Palma.

L’aeroporto di Rimini, osserva de Pascale, “già oggi è un hub europeo di primo livello perché ha fatto numeri importanti” e “negli obiettivi complessivi della Regione c’è spazio anche per quelli di Forlì e di Parma”, dato che l’abolizione della council tax li rende “più competitivi rispetto a tutti gli scali del nord Italia”. Oggi infatti, prosegue, “molti dei passeggeri e dei turisti che vengono in Emilia-Romagna scelgono altri scali della regione o del Paese perché non trovano una rotta”. Certo, sottolinea, “le infrastrutture vanno adeguate”, a partire dal nodo stradale di Bologna e dal potenziamento della rete ferroviaria e della dorsale adriatica. A Rimini, i Comuni del territorio hanno deciso di destinare tutta la quota dei Fondi di sviluppo e coesione all’Aeroporto”. E ora il Fellini, continua, “lancia una sfida per un investimento molto importante in termini di riqualificazione”, con un progetto “in sintonia con la qualità della città”. La gestione di Airiminum è stata “eccellente in anni difficilissimi”, a causa della chiusura del mercato russo. Però “ha saputo sostituire quei traffici con altri traffici, con rotte importanti da tutta Europa e quindi ha fatto numeri veramente importanti”.

La Regione è “al suo fianco”, anche per le connessioni intermodali e dunque il link con il Metromare e la rete ferroviaria, assicura. E poi, chiosa il presidente, “c’è un tavolo regionale che tiene insieme i quattro scali, i quattro Comuni, le Camere di commercio che consente anche di sperare in progettualità condivise”. Il futuro, continua, è da “inventarsi, viviamo un periodo dove è difficile programmare e il turismo, così come l’export, in un mondo animato da guerra e conflitti ha poco da sorridere”.

Il Marconi di Bologna, precisa, è “un grande aeroporto nazionale ma non ha un incremento infinito. Vogliamo sostenerlo anche nelle tratte intercontinentali, che non sono alternative a quelle europee”, a partire da Nord America e Far East. Rimini, appunto, già oggi è un hub europeo di primo livello e Parma ha “un bacino che è anche lombardo”. E con la legge regionale “la quota di low cost che si possono intercettare è molto superiore”. Ci sono poi problematiche legittime come impatto ambientale e rumore che “nel tempo miglioreranno ma che devono essere tenute in considerazione”. Occorre comunque tenere a mente, conclude, che lo sviluppo della rete aeroportuale “tiene insieme internazionalizzazione della manifattura e turismo”.

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