Crans Montana, Eleonora tra rabbia e speranza: «Le ustioni? Molte spese a carico nostro»

Rimini
  • 07 aprile 2026

RIMINI. «Vorrei solo tornare alla vita che avevo prima, a quella spensieratezza, a quella semplicità nell’affrontare le giornate, poter tornare a viaggiare e fare tutti i miei sport». Eleonora Palmieri, la ragazza di Cattolica rimasta ferita nell’incendio di Crans Montana del 31 dicembre scorso, ieri sera è stata ospite della trasmissione XXI Secolo su Rai 1 condotta da Francesco Giorgino. Accanto a lei il suo ragazzo Francesco Bonifacio.

I due hanno ricordato quella tragica giornata e il difficile percorso di recupero.

«Dopo Capodanno», ha spiegato la giovane veterinaria, «la mia vita è stata rivoluzionata e sto combattendo per farla tornare come prima. Spero con tutto il mio cuore di tornare al mio lavoro. Faccio il veterinario, quindi per me le mani sono una parte importantissima per il mio lavoro e alla quotidianità... Non tanto, nulla di speciale, ma la quotidianità che avevo prima.

Eleonora ha raccontato i drammatici in cui è rimasta ferita. «Quello che posso raccontare è di aver visto un fuoco veramente enorme venirmi addosso e tutto il resto delle immagini che abbiamo visto le lascio dentro di me perché non è piacevole raccontarle... Ero convinta che fosse l’ultimo istante della mia vita».

Filippo ha raccontato di aver riconosciuto Eleonora dal cappotto. «Il cappotto tra l’altro era bianco, quando siamo entrati, quando è uscita era completamente nero». Poi ha ricordato il momento in cui nel soccorrerla l’ha vista in volto. «L’ho vista di spalle correre verso il marciapiede, l’ho rincorsa quando poi si è girato verso di me, si è seduta e mi ha guardato, lì per un attimo ho avuto qualche secondo di incredulità dove mi sono pietrificato completamente».

Eleonora porta i segni delle ustioni sul volto, sulle mani e sul resto del corpo. «Sì, devo stare molto attenta, sarà un anno molto particolare perché non posso prendere sole, perché ho una pelle estremamente delicata devo usare creme, prodotti di un certo tipo, fare medicazioni costanti, frequentare assiduamente non l’ospedale ma gli ospedali che mi seguono un lunghissimo processo di fisioterapia per poter recuperare».

E il suo pensiero va a lavoro da veterinaria. «Sì, il mio lavoro si basa sull’approccio con l’animale e sull’utilizzo delle mani per fare qualsiasi procedura dalla visita di base alle chirurgie più complesse. Io ho investito tanto nella mia vita, tempo, denaro, passione in questo e mi fa un po’ rabbia che il 31 gennaio mi è stato portato via questo sogno».

E alla rabbia si aggiunge il problema delle spese che sono per molta parte a carico della ragazza. «Sì, purtroppo le ustioni non sono riconosciute come malattie grave quindi tanto viene a carico del privato, della persona che è coinvolta. Tutte le creme che non sono farmaci, ma sono comunque sia oggetti necessari alla guarigione, sono a carico nostro. La fisioterapia purtroppo non basta mai perché bisogna fare tanta fisioterapia da professionisti diversi perché hanno metodi diversi e grava tanto sulle spalle di chi è stato ferito».

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