La Corte d’Appello di Bologna ha confermato la custodia in carcere per Serhii Kuznetsov, il 49enne ucraino accusato di essere uno dei coordinatori dell’esplosione ai gasdotti Nord Stream. Kuznetsov è stato arrestato dai Carabinieri in una struttura ricettiva nel riminese, a San Clemente in esecuzione di un mandato di arresto europeo emesso dalla Corte federale tedesca su richiesta della Procura generale federale. Parlando con i cronisti al termine dell’udienza, l’avvocato Luca Montebelli, nominato questa mattina da Kuznetsov come difensore di fiducia, spiega che nella prossima udienza, fissata per il 3 settembre, i giudici “potrebbero decidere sulla consegna alla Germania” del suo assistito, che nel frattempo resterà in carcere a Rimini. Capelli rasati, t-shirt nera aderente e pantaloni marroni, quando è sceso dal mezzo della Polizia penitenziaria di Rimini e si è incamminato verso l’ingresso della Corte d’appello il 49enne ha fatto il gesto delle tre dita alzate, che riproduce il simbolo ucraino del tridente. L’udienza a porte chiuse davanti alla giudice Sonia Pasini, con la sostituta pg Licia Scagliarini in rappresentanza della Procura generale, è iniziata poco dopo le 12 ed è stata subito rinviata al primo pomeriggio per cercare un interprete dall’ucraino, richiesto espressamente da Kuznetsov. Quando è ripresa, a quanto si apprende, il 49enne non avrebbe acconsentito alla consegna alla Germania e avrebbe sostanzialmente preso le distanze dalle accuse. Rispondendo alle domande dei cronisti, infine, Montebelli non si è sbilanciato sulle sue prossime mosse, limitandosi a dire che valuterà con il suo assistito la strategia da adottare, anche sulla base dei documenti che arriveranno dalla Germania, e aggiungendo che Kuznetsov “è tranquillo come può esserlo una persona che è stata arrestata e che non era mai stata arrestata prima”.
Convalidato l’arresto del sabotatore del gasdotto arrestato a San Clemente