Giovedì 23 gennaio è una data da segnare sul calendario per la riqualificazione della superstrada che collega Rimini alla Repubblica di San Marino. Il ministero delle Infrastrutture convoca infatti una riunione tecnica in videoconferenza con invitati tutti i referenti istituzionali coinvolti, tra cui i Comuni di Rimini e Coriano, la Regione Emilia-Romagna, la Repubblica di San Marino e Anas. Verranno illustrati, spiega il Comune di Rimini, i contenuti del quadro progettuale aggiornato che dovrà essere sottoposto alla Conferenza di Servizi decisoria, dopo che l’iter ha registrato significativi sviluppi negli ultimi mesi. Dunque “un passaggio cruciale” in un percorso avviato lo scorso giugno, quando il ministero ha attivato il procedimento chiedendo alla Regione di pronunciarsi sulla conformità urbanistica delle opere rispetto alle normative vigenti nei territori di Rimini e Coriano. Anas ha quindi lavorato alla revisione del progetto definitivo, consegnando a dicembre tutta la documentazione aggiornata, comprensiva delle controdeduzioni alle osservazioni presentate dai soggetti interessati dalle procedure espropriative. Tra queste, le proposte migliorative, già avanzate nel novembre 2024 dal sindaco di Rimini Jamil Sadegholvaad, per garantire maggiore permeabilità della statale per ciclisti e pedoni e una migliore integrazione dell’intervento nel contesto territoriale. L’aggiornamento progettuale porta il costo complessivo delle opere oltre la soglia dei 25 milioni di euro, rendendo dunque necessario il parere obbligatorio del Provveditorato delle Opere pubbliche.
Le modifiche potrebbero inoltre richiedere un nuovo passaggio al ministero dell’Ambiente per valutare eventuali ricadute ambientali, giungono da Palazzo Garampi, mentre si rende necessaria la pubblicazione di un nuovo avviso per le ulteriori aree da sottoporre a esproprio e per quelle non più interessate dall’intervento. La riunione del 23 gennaio farà dunque il punto su un progetto ritenuto “strategico” per fluidificare una delle principali arterie del territorio e mettere in sicurezza le zone abitate attraversate dal tracciato