Cattolica. Auto nel porto canale, il 45enne si difende: “Non volevo uccidere mia moglie, si era incastrata l’infradito”

Rimini
  • 21 agosto 2026

«È stato un incidente, non volevo uccidere mia moglie». Si è difeso così oggi durante l’udienza di convalida davanti al gip Andrea Falaschetti, Ismail Picari, il 45enne albanese in carcere con l’accusa di tentato femminicidio per aver volontariamente fatto finire in acqua l’auto con la moglie a bordo mercoledì pomeriggio nel porto canale di Cattolica. Entrambi ripescati, grazie anche all’intervento coraggioso di due soccorritori, l'uomo è fuggito facendo perdere le proprie tracce, salvo poi essere rintracciato poche ore dopo dai carabinieri nei pressi della sua abitazione a San Giovanni in Marignano. «Non avevo nemmeno intenzione di compiere gesti autolesionistici - ha ammesso l’uomo, difeso dagli avvocati Giuliano Renzi e Alessandro Leardini -. Mentre guidavo mi si sono incastrate le infradito sul pedale dell’acceleratore e, per questo motivo, ho perso il controllo dell'auto, finendo in mare».

Picari, che ha ribadito di essere completamente lucido il giorno dell’incidente, ha comunque confermato i litigi di natura economica sempre più frequenti con la moglie 44enne. Il 45enne ha negato invece di avere problemi con l'alcol, nonostante fosse visibilmente alterato lunedì sera, quando i carabinieri erano intervenuti nella sua abitazione, arrestandolo per resistenza a pubblico ufficiale e danneggiamento dopo una richiesta di intervento da parte dei familiari, in quanto aveva assunto un atteggiamento particolarmente aggressivo nei confronti della moglie. Al termine dell’udienza i suoi difensori hanno chiesto al giudice la non convalida del fermo e la scarcerazione dell'uomo. Il gip, al momento, si è riservato la decisione.

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