Caro gasolio, a Rimini si riducono le uscite dei pescherecci

Rimini
  • 09 marzo 2026

Guerra in Medio Oriente, caro gasolio e i riflessi sul mondo della pesca. Rimini ha deciso di rimodulare le uscite dei pescherecci e l’assessora all’Ambiente di Rimini Anna Montini analizza il preoccupante momento attuale: “Gli effetti indiretti della guerra diffusa che si sta consumando in Medi Oriente sono già evidenti e riguardano in concreto anche la nostra economia e il nostro quotidiano. Emblematico è il caso delle marinerie italiane - e tra queste ovviamente anche quelle romagnole e riminesi - e delle realtà impegnate nella filiera della pesca, che dall’oggi al domani si sono trovate a dovere fare i conti con un aumento ‘lampo’ del prezzo del carburante (da 0,64 a 1,10 euro al litro). Una crescita repentina che si accompagna, peraltro, a crescenti difficoltà di approvvigionamento, dovute alla difficoltà delle petroliere di raggiungere i porti nazionali e alla riduzione delle scorte disponibili. Il carburante rappresenta infatti una delle principali voci di costo per il comparto della pesca, incidendo mediamente per circa il 40% sui costi di gestione delle imbarcazioni”.

“Una questione - continua Montini - che ovviamente tocca da vicino anche la nostra marineria, che già da qualche giorno si è attivata per riorganizzare il lavoro alla luce di questo nuovo e allarmante scenario. La Cooperativa pescatori ha infatti deciso di rimodulare le uscite in mare dei singoli pescherecci introducendo un sistema di turnazione per raggiungere 48 ore per ciascuna imbarcazione, a fronte delle 72 ore raggiungibili come indicato dal Ministero. In questo modo le barche si alterneranno nelle uscite, garantendo per tutta la settimana la continuità della fornitura di pescato, che continuerà quindi ad essere presente sui banchi dei nostri mercati. Si tratta, evidentemente, di una soluzione tampone necessaria per affrontare questa fase emergenziale, ma l’indeterminatezza del quadro internazionale e l’impossibilità di fare ipotesi realistiche sulla durata di questo drammatico conflitto globale, alimentano le preoccupazioni anche sul futuro dell’intero settore. Per questo motivo mi auguro che lo Stato valuti con attenzione l’introduzione di eventuali misure di sostegno a tutela della pesca e delle comunità che da essa dipendono».

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