Calo dell’export riminese negli usa, parla l’esperto: “Da luglio il ritorno degli acquisti”

Rimini

«Se nel primo trimestre 2026 l’export riminese risulta in calo, non è a causa del crollo delle esportazioni verso gli Stati Uniti, ma perché nei primi tre mesi del 2025 ci fu una corsa frenetica all’acquisto, provocata dai dazi di Trump, che drogò i dati statistici del periodo». Lucio Miranda, presidente e fondatore di ExportUSA, società che segue l’avvio e lo sviluppo delle imprese italiane negli Stati Uniti, con uffici a Rimini, New York, Miami e Bruxelles, rassicura su quel -14,6% di export verso gli Usa, comunicato in settimana dalla Camera di commercio della Romagna. «Siamo davanti al cosiddetto fenomeno del front running – spiega Miranda -, che si verifica quando una forte mole di acquisti si concentra in un determinato momento. Al punto da alterare lo stesso sistema di analisi».

Miranda, nessuna preoccupazione quindi se i dati della Camera di commercio parlano di un calo complessivo nel settore dell’export riminese del 7,3%?

«Il risultato relativo all’export Usa è falsato dal fenomeno del front running innescatosi con l’intento di evitare l’acquisto di prodotti italiani, in questo caso riminesi, “daziati” del 15%, ha inevitabilmente condizionato al ribasso tutte le stime: se ho un calo del 14,3%, da una parte, è evidente che eventuali crescite dall’altra non pareggeranno mai quella perdita. E comunque, per verificare l’attendibilità di questa analisi sarebbe sufficiente riprendere i dati del primo trimestre 2023, quelli pre-dazi: vedreste che saranno in linea con gli attuali. Insomma, io non farei drammi, perché sono convinto che non sia basso l’export del primo trimestre 2026, ma siano stati esageratamente alti gli acquisti del 2025».

L’inflazione, a maggio, negli Stati Uniti, è salita al 4,2%, il livello più alto da tre anni: ad aprile, ad esempio, era al 3,8%. E’ ipotizzabile un ulteriore calo dell’export?

«In teoria sì, perché se i prezzi salgono e il reddito resta uguale la conseguenza inevitabile è la contrazione dei consumi. Ciò detto, davanti a noi abbiamo comunque uno scenario di fine guerra in Iran che ha già fatto crollare il costo del petrolio dai 105, 110 dollari al barile di un paio di mesi fa, fino ai 77 dollari al barile di oggi. E questo determinerà una conseguenza, già dal mese prossimo, l’inevitabile discesa dei prezzi dei prodotti e un ritorno automatico agli acquisti. E’ la legge del mercato».

Torniamo allo spinoso tema del calo dell’export: nel Riminese il settore dell’abbigliamento è sceso a quota -12%.

«E’ appunto una delle conseguenze del front running. Le forti preoccupazioni che lo scorso anno hanno accompagnato l’aumento dei dazi, come ho già spiegato, sono state la causa della forte corsa all’acquisto - questo significa: compro oggi per non spendere di più domani - che ha determinato questo dato negativo».

Miranda, che suggerimenti si sente di dare alle imprese riminesi dell’export?

«Intanto, bisogna partire dalla comunicazione commerciale, un elemento fondamentale negli Stati Uniti per riuscire a intercettare il target di clientela adatto al nostro prodotto. Prendiamo la moda: in questo specifico contesto è vitale sapere se il pubblico americano apprezzi i modelli proposti, poiché è proprio l’indice di gradimento a determinare il successo delle vendite. Per essere certi che una collezione sia apprezzata, serve una solida ricerca di mercato; prima di iniziare a vendere, insomma, è fondamentale studiare. Se guardiamo ad altri comparti, il 2026 è l’anno in cui gli Stati Uniti stanno investendo massicciamente in data center, fabbriche e nel rinnovo delle infrastrutture, soprattutto quelle elettriche. Si parla di ben 1.800 miliardi di dollari di investimenti che le nostre imprese non possono trascurare. Con il ritorno di Trump, il settore privato - Big Tech in primis – ha iniziato a iniettare miliardi in questo ecosistema. Un altro sbocco cruciale è quindi quello dei beni industriali: macchinari, utensili, accessori e cavi elettrici. L’America ha bisogno delle eccellenze italiane».

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