Biopiscine a sfioro in spiaggia e terrazze sugli stabilimenti balneari. Con 17 voti favorevoli (maggioranza di centrosinistra), cinque voti contrari (tra cui Fratelli d’Italia) e 7 astenuti (tra cui la Lega), il Consiglio comunale, giovedì, ha approvato la variante al nuovo Piano dell’arenile, strumento urbanistico varato nell’agosto del 2025. Un provvedimento attraverso il quale anche le micro-aggregazioni (due bagni) potranno realizzare una piscina di 100 mq e dei piccoli belvedere sopra bar e ristoranti (opportunità in precedenza riservate alle sole magro-aggregazioni: 7-8 stabilimenti). Il tutto col preciso obiettivo di ridisegnare i 15 chilometri di litorale, renderlo funzionale durante tutto l’anno, e incrementare il mercato turistico destagionalizzato. Sottolinea il sindaco Jamil Sadeghoolvaad: «Le misure introdotte servono per andare incontro alle mutate esigenze del turista, sempre più orientato verso forme diverse di vivere la spiaggia. Da qui, quindi, le terrazze panoramiche sugli stabilimenti e le biopiscine. Strutture, queste ultime, concepite come elementi integrati nello spazio aperto, caratterizzati da forme naturali, con cromie analoghe a quelle della sabbia e con soluzioni costruttive capaci di ridurne al minimo l’impatto visivo. Non potranno, però, essere realizzate in cemento armato, ma con pavimentazioni in resina, e non dovranno disporre di scivoli o giochi d’acqua. E potranno disporre di sole coperture a raso per garantire sicurezza e continuità visiva dal lungomare al mare».
Biopiscine e terrazze sugli stabilimenti: Rimini apre alla rivoluzione sulla spiaggia
La riduzione dei volumi
C’è poi un altro aspetto da considerare. Chi decide di costruire una biopiscina, infatti, «dovrà togliere la stessa quantità di volume dall’edificato esistente». In modo che da una riduzione del costruito del 10%, prevista dal Piano, «con la realizzazione delle biopiscine si potrà arrivare a una riduzione dei volumi, e dunque del cemento, del 22% della superficie». Attenzione, però: il voto favorevole del Consiglio all’adozione della Variante non determinerà, automaticamente, l’introduzione delle nuove misure. Perché, oggi, è scattato l’iter amministrativo che prevede la presentazione di eventuali osservazioni da parte di operatori, le controdeduzioni con tanto di passaggio al Comitato urbanistico di area vasta e il ritorno in Consiglio per la definitiva approvazione. «Durante questo percorso – puntualizza il sindaco – approfondiremo anche gli aspetti legati alla fattibilità ambientale delle biopiscine riempite con acqua salata. Una soluzione sicuramente più suggestiva, ma di difficile praticabilità secondo i nostri tecnici».
Non solo biopiscine e terrazze panoramiche. Sadegholvaad, infatti, ha affrontato anche il tema del Psbo (250 milioni di euro investiti per eliminare gli sfioratori a mare). «Dopo 15 anni – puntualizza - Rimini è tornata adesso a fregiarsi della Bandiera Blu. Questo è stato possibile perché rispetto a 23 eventi piovosi con oltre i 5 mm di acqua caduta siamo passati, grazie al Psbo, dai 183 divieti di balneazione del 2014 (quando iniziarono i lavori di costruzione dell’impianto fognario, ndr) ai 39 divieti del 2025. E quest’anno siamo solo a 7». Infine, il Parco del mare «che ci ha permesso di eliminare 93mila mq di superficie cementata e, quindi, di ridurre i rischi di allagamento, di raddoppiare le alberature passate da 667 a 1.191, e di innalzare il livello del waterfront contro il pericolo dell’ingressione delle acque marine».