BOLOGNA. Una Bologna “sempre più intercontinentale, sempre più grande scalo italiano” e al fianco un sistema regionale “in grado di gestire i flussi e di farlo anche in maniera armonica”. Immagina così il sistema aeroportuale dell’Emilia-Romagna il governatore Michele de Pascale, intervistato questa sera a Dedalus su E’tv. Perché, argomenta, “è chiaro che se milioni di passeggeri che devono andare in Romagna non intasano la A14 forse stiamo meglio tutti, c’è un beneficio anche per i bolognesi”. De Pascale torna sulla legge degli aeroporti che ha provato a ‘riequilibrare’ i carichi con un aiuto a Forlì, Rimini e Parma. Ma “è chiaro che la strategia della regione è solo iniziata, è ben lontana da essere conclusa”. Il primo provvedimento messo in campo dalla Regione, afferma il governatore, “da un lato ha determinato un effetto di concorrenzialità maggiore del sistema Emilia-Romagna, non tanto verso l’aeroporto di Bologna, ma verso il sistema aeroportuale del centro nord, perché è chiaro che noi paghiamo un prezzo importante anche verso gli scali del Veneto e della Lombardia”. Tanti emiliano-romagnoli, infatti, utilizzano oggi gli scali di queste regioni per viaggiare.
Nel frattempo, assicura, “noi stiamo lavorando fianco a fianco anche con l’aeroporto di Bologna per sostenere la visione anche intercontinentale del nostro scalo, che non significa certo perdere i voli europei, ci mancherebbe. Anzi, un polo intercontinentale se non ha l’intermodalità a livello europeo non può funzionare”. De Pascale parla a questo proposito di una visione, “totalmente condivisa con lo scalo, ma anche con gli stakeholder”, a partire da Camera di Commercio e Comune di Bologna. L’indicazione è insomma, scende più nel dettaglio il presidente, che l’aeroporto di Bologna “debba potenziare sia i collegamenti con il Nord America che nei collegamenti con l’Asia”.