RIMINI. Lo Stato potrebbe diventare socio dell’Aeffe di San Giovanni in Marignano per tutelare produzione e lavoro. Lo spiega la senatrice di Fratelli d’Italia Domenica Spinelli parlando con il Corriere Romagna.
«In questi mesi, e precisamente da settembre 2025», ricorda Spinelli, «quando la crisi Aeffe è stata resa nota a tutti i referenti istituzionali, a cominciare dal sindaco di San Giovanni in Marignano, sul cui territorio insiste il presidio aziendale, come parlamentare e donna delle istituzioni ho preferito non fare comunicati per un semplice principio: rispetto assoluto delle persone che rischiavano la perdita del lavoro e rispetto di un’azienda importante del territorio, al pari di tutte le altre, un’azienda che produce posti di lavoro da tanti anni. Oggi, a seguito di una politica che strumentalizza tutti pur di attaccare il Governo, sono costretta a uscire sulla stampa per gli stessi principi per cui fino ad ora ho taciuto. Il Governo sta gestendo i tavoli anticrisi con la sinergia di due Ministeri: il Ministero delle Imprese e del Made in Italy e il Ministero del Lavoro, nello specifico quello di Aeffe. Ci sono stati più tavoli per trovare soluzioni nell’interesse di tutti. La procedura, purtroppo, si è chiusa il 12 gennaio con un mancato accordo tra le parti e quindi sono partite le lettere di licenziamento».
«Il 21 gennaio, presso il Ministero del Made in Italy, c’è stata un’ulteriore convocazione. Fatta una precisazione, a fronte delle strumentalizzazioni dell’ultima ora da parte di due consigliere regionali del PD e del parlamentare del territorio del PD, ci tengo a precisare che come parlamentari eravamo presenti solo io e l’onorevole Colombo. Il dottor Mattia Losego, che gestisce il tavolo in nome e per conto del Ministro Urso, ha esordito dicendo che, essendo la procedura chiusa, si poteva ragionare sull’ulteriore opzione presentata dal Ministero del Lavoro, e cioè la riapertura della stessa, e sulla disponibilità da parte del Ministero del Lavoro ad approfondire tutte le criticità amministrative rispetto alle lettere già partite e alle comunicazioni fatte all’Inps. Questo è un primo dato rilevante, su cui si sono espressi sindacati e azienda e su cui il Governo sta ancora lavorando di concerto con la Regione e con tutte le parti».
Ma l’impegno maggiore non si ferma qui. «Il secondo aspetto che sta a cuore al Governo è il piano industriale che l’azienda presenterà. Lo Stato, non potendosi sostituire all’azienda, a fronte di un piano credibile e serio mette in campo un’azione importante, cioè quella di diventare socio dell’azienda e, per cinque anni, contribuire con risorse vere. Quindi lo Stato può intervenire con l’utilizzo sino a 30 milioni di euro, spalmati in cinque anni, e questo è uno strumento già attivo per altre situazioni, anche in Emilia-Romagna. Questo consentirebbe all’azienda di avere un polmone e quindi di tutelare al massimo l’occupazione».
«Da qui», conclude Spinelli mi corre l’obbligo di rispondere alla lettera fatta dal presidente della Provincia e firmata dalle due sindache Bertuccioli e Foronchi, una lettera che arriva semplicemente per attaccare il Governo fuori tempo massimo. Mi chiedo: da settembre conoscevate la situazione, mi risulta presentata direttamente dall’azienda. Mentite sapendo di mentire, perché mentre nel frattempo il Governo si è impegnato concretamente a trovare delle soluzioni, e sottolineo di concerto con la Regione nella persona dell’assessore Paglia, forse le istituzioni locali hanno dormito e oggi, solo per attaccare il Governo, calpestano e mancano di rispetto a quelle persone che rischiano concretamente di perdere il posto di lavoro. Su questo tema e su altri, a volte è meglio tacere e far lavorare chi di competenza, il Ministero, che ha messo in campo tutti gli strumenti per tutelare la conciliazione tra le parti. Quindi, per una volta, abbiate voi, esponenti di centrosinistra, la dignità politica che, capisco, da quando al Governo c’è Giorgia Meloni forse avete perso. Il Governo c’è e l’impegno, insieme a quello dei parlamentari di Fratelli d’Italia, è quello di continuare ad esserci. Attendiamo fiduciosi notizie dal Ministero in merito alle ultime interlocuzioni, che competono solo a chi sta lavorando per ridurre il numero dei licenziamenti e consentire all’azienda di continuare a operare nei presidi esistenti».