A Rimini impennata di cremazioni: “Ceneri in mare, centinaia ogni anno”

Rimini

Custodirle in casa per mantenere sempre vivo il ricordo della persona amata. O disperderle in mare per volontà del marito o del genitore che non c’è più. Sono in continuo aumento i riminesi che ricorrono alla cremazione una volta defunti. E sono tanti quelli che decidono di far spargere le proprie ceneri in Adriatico.

«Dal 2018, quando abbiamo preso in gestione il sevizio di cremazione presso il cimitero Monumentale – spiega Matteo Nucci, responsabile, per conto della società Altair, del forno crematorio di Rimini, attualmente spento per lavori di manutenzione -, abbiamo visto aumentare di un buon 30% la clientela. E devo dire che su trenta impianti attivi che abbiamo in Italia, quello di Rimini, dopo quelli in Lombardia e Piemonte, è senza dubbio quello che ha avuto un trend di crescita maggiore. Basti pensare che siamo passati dalle 6 cremazione quotidiane degli ultimi anni alle 8 del 2025». Oggi però l’impianto è fermo «perché dopo un lungo periodo di funzionamento, il forno lavora dal lunedì al sabato ininterrottamente per l’intero anno, è necessario cambiare i mattoni refrattari», precisa Nucci.

«Nel frattempo, in queste due settimane di stop, le salme sono state trasferite in un’altra nostra struttura, a Cervignano del Friuli, per essere cremate: ma già martedì l’impianto riprenderà a funzionare regolarmente».

La scelta finale

Lo scorso anno, al “Monumentale”, sono state cremate 2.304 salme («per la stragrande maggioranza anziani riminesi, ma qualcuna è arrivata anche dalle Marche e da qualche città dell’Emilia Romagna») che, ridotte in cenere, sono state seppellite all’interno dei loculi del cimitero. «Ma c’è qualche familiare, ancora pochi in verità, che ci chiede di poter custodire l’urna con le ceneri in casa – puntualizza il responsabile del forno crematorio -, oppure, e questi sono decisamente di più, di poter disperdere le ceneri del proprio caro in mare». In entrambi i casi c’è un iter burocratico da seguire: chiedere l’autorizzazione all’ufficio di Stato civile del Comune che, per quanto riguarda l’operazione di spargimento delle ceneri, indicherà il luogo e il periodo dove farlo. «Per la dispersione in mare, quella solitamente richiestaci – osserva Nucci – è obbligatorio effettuarla al largo, in barca, ad oltre mezzo miglio dalla costa. E nel periodo ricompreso tra il 1° gennaio e il 30 aprile e il 1° ottobre e il 31 dicembre. Mentre è assolutamente vietato disperdere le ceneri dal 1° maggio al 30 settembre, in concomitanza con la stagione balneare: in questo caso l’urna sarà custodita in un deposito ad hoc del cimitero». Ed anche in questo caso il trend è in decisa crescita. «Certo – conferma il tecnico -, il 15% del totale, centinaia ogni anno, di coloro che si fanno cremare opta per la dispersione in Adriatico, e lo lascia detto al parente».

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