Rimini. Violenze sulla figlia minore: imprenditore a processo

Violenza sessuale continuata aggravata dalla minore età della vittima e dal grado di parentela. La bambina che dai 6 ai 15 anni avrebbe molestato per sfogare le proprie pulsioni sessuali è infatti la figlia. Una storia aberrante che non si sarebbe consumata in una situazione di disagio sociale, ma sotto il tetto di un noto imprenditore del riminese alle prese con una separazione molto conflittuale.

Della vicenda molto cruda si è iniziato a parlare ieri mattina davanti al Tribunale collegiale di Rimini dove l’imputato poco più che cinquantenne dovrà vedersela faccia a faccia con la ragazza costituitasi parte civile. L’accusa in questo delicato processo è sostenuta dal sostituto procuratore Paola Bonetti.

La storia

Il passo falso il presunto orco (perché tale deve essere considerato fino alla conclusione dei tre gradi di giudizio) l’ha commesso quando ha riempito di botte per un problema legato all’utilizzo motorino la figlia che in quei giorni stava con lui. La madre che già da tempo non divideva più il tetto con quello diventato ormai l’ex marito, non ci ha più visto: fin che se la prendeva con lei andava bene ma con la ragazza proprio no. E così dopo aver fatto visitare la figlia è corsa dai carabinieri a sporgere denuncia per lesioni e maltrattamenti.

La scoperta

Con una minore coinvolta ed in una situazione conflittuale molto alta tra i genitori, è stato naturale per la Procura del Tribunale dei Minorenni attivare i servizi sociali. Ed è stato parlando con una psicologa che la ragazza ha iniziato ad aprirsi ed a raccontare l’inferno, l’incubo in cui dice d’aver vissuto per quasi 10 anni. Nel dettaglio ha raccontato le avance e tutto quello che il padre le avrebbe fatto: dalle prime carezze fino ad arrivare alle richieste di atti sessuali sempre più pesanti e pressanti. Ascoltata da assistenti e inquirenti la mamma all’epoca ha detto di non aver mai sospettato cosa sarebbe avvenuto nella casa. Aveva però notato alcuni comportamenti strani. La figlia, infatti, si lavava con una frequenza inspiegabile le mani e quando le chiedeva spiegazioni rispondeva di sentirsi «sporca».

Il processo è stato aggiornato al prossimo 18 luglio.

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