RIMINI. È certo di avere riconosciuto la moglie intubata in ospedale nella foto pubblicata sui pacchetti di sigarette distribuiti da una multinazionale del fumo. La donna nel frattempo è morta, ma il marito sostiene che lo scatto non sia mai stato autorizzato e intende ottenere un risarcimento milionario. Per ingaggiare quello che si preannuncia come un braccio di ferro con uno dei colossi mondiali del tabacco si è rivolto all’avvocato Guglielmo Guerra. Il legale prima della denuncia ha promosso una procedura di mediazione nel tentativo di raggiungere un accordo economico con i rappresentanti della multinazionale. L’appuntamento è per il prossimo 30 luglio nell’ufficio di conciliazione di Rimini, davanti al mediatore (avvocato Ettore Vannini). «La richiesta? Cento milioni di euro».

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