Rimini. Vecchia Pescheria, il Comune “chiude” tutti i banchi

Marmo spezzato, il Comune corre ai ripari e fa scattare alcuni stop per evitare che ci siano ulteriori danneggiamenti. Palazzo Garampi ha infatti deciso di mettere dei cartelli in cui è scritto nero su bianco che è «vietato sedersi, alzarsi in piedi, saltare e qualunque tipo di attività non appropriata sui banconi di marmo della Vecchia Pescheria», definito «un bene storico della città». Una posizione che non lascia spazio a interpretazioni e che punta in modo chiaro a non ripetere quanto accaduto l’altra notte, quando un 22enne è rimasto coinvolto in quello che, stando agli ultimi sviluppi, dovrebbe essere un incidente e che in un primo momento sembrava fosse il gesto di un vandalo. Il risultato è stato che una estremità di uno dei due lunghi banconi di marmo che corrono lungo la Vecchia Pescheria , quella che dà verso piazza Cavour, si è spezzato a causa di una precedente “frattura” che una volta acuita ha fatto degenerare la situazione. Subito sono scattate le indagini per risalire al responsabile, un giovane riminese, che nella notte tra venerdì e sabato è rimasto suo malgrado coinvolto nel fatto dopo essersi seduto ed essere quindi caduto assieme al pezzo di marmo che ha ceduto. Il ragazzo è andato poco dopo anche a farsi curare al pronto soccorso, dove gli è stata riscontrata una ferita al tendine d’achille. Le indagini hanno portato a una articolata raccolta di testimonianze e alla visione delle telecamere nei dintorni. L’ipotesi che sta prendendo sempre più piede è quindi che dietro quanto accaduto non ci sia nessun atto vandalico e nessuna movida violenta che ha deragliato nel corso della serata alla Vecchia Pescheria. Il giovane è stato anche ascoltato e la sua versione combacerebbe con quanto sta emergendo. L’amministrazione comunale ha quindi già fatto sapere che nel caso non ci siano responsabilità non agirà per vie legali, come sembrava nella giornata di sabato quando invece pareva che ci fosse stata una precisa responsabilità. Per tutelare però l’opera dell’architetto riminese Giovan Francesco Buonamici, eretta nel 1747, Palazzo Garampi ha mosso un primo passo con i cartelli di divieto: i banconi resteranno interdetti a ogni «attività inappropriata». E un po’ come il ponte Tiberio liberato dal passaggio dei mezzi a motore, gli antichi lastroni saranno alleggeriti da pesi e sollecitazioni che potrebbero comprometterli.

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