Rimini. Un anno dopo, stessa scena al mare ma contagi raddoppiati

A un anno esatto di distanza dalle prime restrizioni dovute all’epidemia da coronavirus l’istantanea del contagio a Rimini non cambia. E le foto scattate ieri mattina sono sovrapponibili a quelle di un anno fa. Sono iniziate le vaccinazioni ma i casi sono più del doppio di un anno fa: erano 113 l’8 marzo del 2020, 276 quelli comunicati ieri. Quello che resta invariato è il bisogno di uscire dei riminesi, soprattutto alla vigilia di una ulteriore stretta. Lunedì 9 marzo 2020 la provincia entrava in zona arancione (ricordiamo che nel corso dell’anno le restrizioni e “colori” sono stati modificati), ma era già in vigore l’obbligo di distanziamento sociale, un metro di distanza interpersonale e assembramenti vietati. Oggi si entra in zona rossa e come allora la vigilia si è consumata al mare. Camminate in spiaggia, su un lungomare dove le attività commerciali sono chiuse, e sulle piste ciclabili. Pur essendo in “arancione rinforzato” dove gli «spostamenti sono vietati sia nello stesso comune che verso comuni limitrofi» ad eccezione «per gli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative, situazioni di necessità (come acquisto di beni) o motivi di salute» la voglia di godersi la giornata di sole è stata più forte del virus. E se l’8 marzo 2020 non era ancora chiaro che strage avrebbe fatto il Covid-19, ora i numeri parlano, e sono sempre impietosi.

I numeri del contagio

Altri cinque decessi in provincia: un uomo di Rimini di 88 anni e quattro donne: di Riccione di 91 anni, di Misano di 78 anni, di Verucchio di 80 anni, di Poggio-Torriana di 89 anni). I nuovi 276 contagi riguardano 138 pazienti di sesso maschile e 138 pazienti di sesso femminile; 97 asintomatici e 179 sintomatici. E nel dettaglio: 179 per sintomi; 96 per contact tracing, la maggior parte familiari e già in isolamento al momento della diagnosi; per 1 la pratica non è ancora stata conclusa. Si possono stimare in 168 le guarigioni. La recrudescenza del virus è testimoniata anche dal numero dei pazienti ricoverati in terapia intensiva, arrivati a 22, due in più del giorno precedente.

Vaccini e specializzandi

Ieri sono state vaccinate in tutta la regione 6.383 persone, 481.358 in totale. E proprio per accelerare la somministrazione dell’antivirus il governatore Stefano Bonaccini annuncia che «i medici specializzandi parteciperanno alle attività di somministrazione dei vaccini a partire dal primo anno di corso della scuola di specializzazione». La campagna vaccinale si munisce di una ulteriore arma. «La partecipazione – spiega Bonaccini – avverrà volontariamente e non inciderà sull’orario della formazione specialistica. Saranno le Regioni a reclutare i medici specializzandi anche attraverso le aziende e gli enti del servizio sanitario nazionale. Tutto avverrà con incarichi a tempo determinato o di lavoro autonomo, o di collaborazione coordinata, di durata non superiore a 6 mesi».

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