Rimini. Uccisa con 22 coltellate, l’ex a processo

Omicidio volontario premeditato e stalking. Sono le accuse per le quali sarà processato a partire da settembre davanti alla Corte d’assise di Lecce Salvatore Carfora, trentanovenne campano di Torre Annunziata, accusato dell’omicidio della ex fidanzata, la ventinovenne riminese Sonia Di Maggio. La procura pugliese, in considerazione dell’evidenza della prova, aveva chiesto il giudizio immediato. Il pm Alberto Santacatterina contesta al femminicida, che si trova in carcere, anche l’aggravante dei futili motivi in considerazione dell’“abnorme stimolo possessivo nei confronti della vittima” che non stava più con lui da tempo. I ripetuti messaggi inviati sia alla donna sia al suo nuovo compagno costano all’imputato anche l’accusa di stalking.

L’omicidio risale alla sera dell’1febbraio del 2021, a Specchia Gallone, frazione di Minervino, in provincia di Lecce. Sonia aveva raggiunto in Salento il nuovo compagno da appena un mese.

Carfora lasciò il dormitorio di Napoli dove alloggiava e prese un treno per la Puglia. «Volevo solo avere un chiarimento», è la sua versione. Giunto a destinazione, a bordo di pullman, vide la coppia per strada e chiese all’autista di fermarsi. Quindi aggredì la ex fidanzata sul marciapiede. Ventidue coltellate, sferrate alla gola, al volto e alla nuca. Una furia cieca per togliere la vita a Sonia e cancellare anche la sua bellezza. I genitori valutano la possibilità di costituirsi parte civile. «Sicuramente, sì – spiega l’avvocato Vincenzo Blandolino che assiste la madre, ed è in attesa della fissazione della data precisa dell’udienza alla ripresa dei processi – «in una situazione del genere è d’obbligo».

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