Rimini. Trovato morto in soffitta dopo 4 mesi

Era sparito senza dare spiegazioni e i familiari, che ne avevano denunciato la scomparsa il 3 marzo scorso, due giorni dopo averlo visto per l’ultima volta, lo cercavano disperatamente interrogandosi sulle ragioni dell’inspiegabile e misterioso allontanamento. L’altro giorno il cadavere dell’uomo, un consulente finanziario riminese di 65 anni, è stato trovato nel solaio di un’abitazione sfitta di proprietà della moglie. Il corpo, in avanzato stato di decomposizione, era adagiato su una brandina, con la testa all’indietro.

Un vicino di casa ha segnalato dell’odore acre e intenso provenire dall’appartamento non lontano da viale Regina Elena e i proprietari sono accorsi sul posto.

È stato il figlio dell’uomo ad aprire la piccola porta della soffitta e fare la macabra scoperta, risparmiando a quel punto alla madre lo strazio della scena. Ha riconosciuto il padre dai vestiti. Sul posto sono accorsi i carabinieri della stazione Flaminia. Tutto lascia pensare che la morte risalga a una data a ridosso della scomparsa da casa, poco meno di cinque mesi fa.

Sulle cause sono in corso accertamenti da parte della procura. Non ci sono segni evidenti di violenza, e il pm Davide Ercolani, in attesa di valutare la possibilità di una eventuale autopsia che potrebbe rivelarsi poco significativa per le condizioni del cadavere, ha nel frattempo disposto il sequestro di un cartone di vino trovato nello stanzino per fare analizzare il liquido residuo. Intanto la salma, in attesa del nullaosta alla sepoltura, resta a disposizione dell’autorità giudiziaria nella camera mortuaria del cimitero comunale. Nelle tasche i militari avrebbero ritrovato un biglietto che conterrebbe delle disposizioni funebri che sottintendono una volontà suicida.

Il portafogli e il cellulare, spento, erano stati trovati dai familiari nei giorni successivi alla scomparsa quando si erano prodigati nel rovistare armadi e cassetti alla ricerca di indizi.

Il consulente finanziario non aveva problemi di salute, di depressione né di natura economica, e tanto meno nemici.

Il giorno della scomparsa aveva pranzato a casa, si era allontanato nel pomeriggio dicendo che non sarebbe rientrato per partecipare a una cena tra amici. Non vedendolo tornare la moglie si era allarmata e il giorno successivo si era rivolta alle persone della cerchia dell’uomo, trovando solo smentite. «Non era in programma nessuna cena». Il figlio aveva cercato il padre ovunque, anche in una casa di campagna, senza trovarlo.

Nessuno, neanche dopo la denuncia di scomparsa, aveva fornito informazioni utili. Scomparso nel nulla e senza un perché, alla vigilia del lockdown, ancora più angoscioso per la famiglia oppressa da dubbi e interrogativi senza risposta. Infine, il ritrovamento nel luogo più insolito, dove nessuno avrebbe potuto trovarlo e l’ipotesi più plausibile del gesto autolesionistico. Senza una parola, però, sulle possibili ragioni del profondo disagio e sulla drammatica sofferenza nascosta anche alle persone più care, sempre che l’inchiesta confermi le prime supposizioni.

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